‘Box Office’: l’anno di svolta di Cinecittà

A Alessandro Usai, direttore generale di Cinecittà Holding, è dedicata la copertina del nuovo numero di ‘Box Office’ in distribuzione in questi giorni. Il manager parla del “2004 come anno di svolta. Quest’anno cominciano a vedersi i risultati”. E uno dei risultati è il bilancio in attivo della Holding: “Non penso – dichiara Usai – che lo Stato sia nel cinema per fare utili, ma per svolgere una funzione di sostegno e supporto agli operatori. Da qui a produrre deficit e perdite c’è però una bella differenza, anche perché dovrebbe ripianarle lo Stato: e non è nostra intenzione. Quest’anno abbiamo chiuso in utile perché, nell’ansia di non produrre deficit, abbiamo realizzato tanti progetti cercando di limitare i costi al minimo”. Il direttore generale parla anche delle società controllate dalla Holding: “Aip ha fatto uno splendido lavoro, avvicinando un po’ più la promozione a un concetto di facilitazione di visibilità e di esportazione” mentre, a proposito del Mifed il manager continua: “Stiamo lavorando a un progetto. Nessuno ha intenzione di lasciar morire il Mifed. Stiamo lavorando su varie ipotesi, da Milano, a Venezia a Roma”. Soddisfazione viene espressa anche per i risultati dell’Istituto Luce: “Il Luce ha chiuso un 2005 ottimo, con Il mercante di Venezia che è uno dei suoi maggiori successi di sempre, Modigliani e Private sono andati bene; non ha sbagliato alcuna grossa operazione”. Le preoccupazioni sono, invece, per Cinecittà Cinema: “È la società su cui abbiamo più ansia, vista la situazione dell’esercizio: inutile nascondersi dietro frasi di circostanza. L’unica magra consolazione è di essere in buona compagnia”. A proposito di una vendita del circuito, aggiunge Usai: “Qualsiasi scelta venga fatta, certamente non abbiamo intenzione di svendere il patrimonio dello Stato”. I rapporti vanno bene invece con Cinecittà Studios: “Mai come adesso, da quando faccio parte del gruppo, le due società sono vicine e stanno cercando di trovare accordi seri per lavorare a iniziative comuni”. Nell’intervista, il direttore generale parla anche di Centocittà, di Cinefund e di come è cambiato il modo di lavorare all’interno della Holding.

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