«La vicenda Mediaport si trascinava da circa tre anni. La situazione finanziaria generata dal circuito era insostenibile e rischiava di trascinare in un pericoloso effetto domino tutte le società del gruppo mettendone a rischio la sopravvivenza». Lo ha dichiarato a Box Office Gaetano Blandini, amministratore unico di Cinecittà Holding nonché direttore generale cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, facendo presente che l’indebitamento complessivo della Holding era arrivato a 65,8 milioni di euro, di cui 38 milioni attribuibili a Mediaport. Intervistato per la copertina del numero 15/30 gennaio 2009, in distribuzione nei prossimi giorni, Blandini spiega così necessità e obiettivi della vendita del circuito di multiplex con il marchio Cineplex, ceduti a dicembre alla Farvem Real Estate del produttore Massimo Ferrero: «L’obiettivo era quello di trovare una soluzione per risolvere questa emergenza; lo imponeva la Legge finanziaria che specificava chiaramente che, al di là dell’interesse generale e della fornitura di servizi, le società dello Stato non devono interferire con il mercato. Dovevamo raggiungere tre traguardi: primo, abbattere al massimo l’indebitamento; secondo, cercare di vendere il circuito nella sua complessità, evitando il cosiddetto “spezzatino” che avrebbe portato un risultato economico inferiore e parziale; terzo, salvaguardare il più possibile i 218 dipendenti del circuito”. Blandini dichiara inoltre a ‘Box Office’ che numerose e diverse tra loro sono state le offerte ma l’unica veramente concreta è stata quella avanzata dal produttore Massimo Ferrero. “La società che ha fatto l’offerta, la Farvem Real Estate, aveva un patrimonio adeguato e certificato di 60 milioni di euro. Questa società ci ha liberato di tutte le garanzie che esistevano sul debito, pari a 26 milioni di euro, non portandoci fideiussioni assicurative ma di società bancarie primarie. Complessivamente, per Ferrero l’operazione è stata pari a 26.535.000 euro, inclusi anche i 100mila euro del prezzo finanziario del circuito. Inoltre – conclude Blandini – l’acquirente si è impegnato a non a fare licenziamenti collettivi per almeno tre anni”. Nell’intervista Blandini commenta anche la situazione del cinema italiano e l’attuale sistema dei finanziamenti al settore, nonché i nuovi incentivi fiscali e altre operazioni realizzate di recente, che riguardano altre società partecipate o controllate da Cinecittà Holding come Cinecittà Studios, l’Istituto Luce e Filmitalia, quest’ultima assorbita nel gruppo pubblico.
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