L’apertura di multiplex e il regolamento del 1998. E ancora, la mancanza di un vero libero mercato e la necessità di un’articolazione dei prezzi. Nell’intervista di copertina del n.21 di ‘Box Office’, in distribuzione in questi giorni, David Quilleri, esercente lombardo con 31 schermi, elenca i mali del nostro settore “anche se credo che il peggio stia passando. In Italia abbiamo cominciato a costruire multiplex in ritardo rispetto ad altri Paesi e non abbiamo voluto fare tesoro degli errori commessi in altri mercati”. Dura la critica del regolamento apertura sale del 1998 “che ha creato la situazione che è sotto i nostri occhi”. L’esercente, però, non è assolutamente contro i multiplex: “Grazie a Oz ho capito come cambiava il mondo dell’esercizio; per questo non ho mai potuto condividere la battaglia di retroguardia contro i multiplex di parte dei miei colleghi negli anni scorsi”. Per Quilleri l’obiettivo deve essere quello di un libero mercato che dia la possibilità a tutti gli esercenti di poter accedere liberamente al prodotto e di competere anche con i prezzi “che sono un fattore fondamentale di concorrenza”. Sull’Anec dichiara: “Protti ha definito una bella squadra di vicepresidenti ma credo che faranno molta fatica: far politica oggi è difficile”.
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