Borrelli, l’audiovisivo non è solo intrattenimento

Si è svolta oggi la prima parte della Conferenza Nazionale del Cinema, allestita al “Centro Sperimentale di Cinematografia”, che si concluderà poi il 9 novembre nell’ambito del festival di Roma. A margine dell’incontro, il direttore generale per il Cinema, Nicola Borrelli, ha dichiarato: “L’obiettivo di questa giornata di lavori è quello di individuare le tante criticità che investono il settore cinematografico e comprendere perchè vi sia in Italia una scarsa percezione delle possibilità economiche del ruolo dell’audiovisivo. A tal fine abbiamo istituito tre tavoli di lavoro (Cinema: industria culturale – Struttura, operatori del mercato e nuovi modelli di distribuzione e fruizione – Le politiche pubbliche) dove gli addetti ai lavori hanno avuto l’occasione di confrontarsi sull’evoluzione del consumo dell’audiovisivo, sull’impatto delle nuove piattaforme digitali e il rapporto con i network televisivi. Ci siamo trovati di fronte a una vera e propria ‘tempesta di idee e di proposte’ che saranno sottoposte all’attenzione del Ministro Bray che sta dimostrando una grande attenzione per i problemi del cinema”. Ed ha aggiunto: “Partiamo da un ottimo risultato come quello di aver reso permanente il tax credit ma è necessario che questo settore non sia visto come semplice e puro intrattenimento ma come un’occasione di crescita culturale ed economica per il nostro Paese”.
 Nel suo saluto introduttivo, il presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia Stefano Rulli, ha definito quelle che per lui sono le priorità: “Secondo me, è di prioritaria importanza rivedere il concetto di autore alla luce della rivoluzione in atto nella narrazione audiovisiva di questi ultimi anni. Superata l’antica diatriba critica tra chi opera creativamente nell’ambito del cinema e chi in quello della serialità televisiva, per non dire del ‘documentario di narrazione’, nessuno pensa più che si tratti di forme espressive di differente rilevanza estetica ma di una stessa autorialità in grado di estrinsecarsi in forme diverse. Dunque, per mettere l’autore nella condizione di potersi esprimere al meglio, chi come noi del CSC sia chiamato ad occuparsi della sua formazione, dovrà ripensare dalle fondamenta una didattica centrata unicamente sul cinema in favore di un modello ‘policentrico’, capace di garantire una adeguata conoscenza anche della serialità televisiva, delle web series, del documentario di narrazione”. Ha continuato Rulli: “Un altro snodo decisivo per il futuro del nostro cinema da porre al centro del dibattito è quello di un nuovo pubblico. L’assenza di una qualsivoglia forma di cultura audiovisiva nella nostra scuola finisce per avere un effetto devastante sulle prospettive di rinnovamento del nostro cinema. Di qui la necessità vitale, oggi più che mai, di porre con forza, tutti insieme, l’obiettivo di portare la conoscenza del cinema nella scuola media inferiore e superiore. Anche su questo terreno il Centro Sperimentale può e deve fare la sua parte”.

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