Bettini contro Müller

«Non discuto le doti di Marco Müller, discuto l’opportunità di metterlo al posto di Piera Detassis. Le idee che ha espresso (sentendosi già inelegantemente direttore artistico) sono, al netto di un po’ di fumo, esattamente quello che ha fatto e può fare di più il Festival di Roma; la sua cifra alternativa a Venezia per la quale anche io mi sono battuto». Lo afferma Goffredo Bettini in una lettera aperta pubblicata da ‘Il Messaggero’ dove, in veste di co-fondatore della manifestazione capitolina, critica il tentativo di Renata Polverini, governatrice della Regione Lazio, e Gianni Alemanno, sindaco di Roma, di proporre Müller come direttore del festival scavalcando il presidente Gian Luigi Rondi cui spetta effettuare la nomina. Bettini lo definisce «un colpo di mano, che produce scasso e prepotenza. Scasso: perché è impensabile decidere un nuovo direttore artistico all’insaputa del presidente Rondi che già pubblicamente si è espresso per la riconferma della sua squadra: così come è impensabile concertare la designazione in una riunione (di partito?) tra soli due soci, escludendo tutti, compreso il presidente della provincia Zingaretti. Ma anche prepotenza. Perché qui non si sta discutendo sulle capacità di Müller. Qui si sta decidendo di rimuovere una delle più brave professioniste italiane, senza averle dato la possibilità di esprimere le sue idee per il futuro. Stiamo parlando di Piera Detassis la quale con sobrietà, pazienza, tenacia, intelligenza e signorilità ha costruito pezzo per pezzo e in armonia l’edificio del festival». Bettini aggiunge: «È sconcertante sostenere che Müller garantirà un rango internazionale all’evento; il quale fin dalla prima edizione si è affermato come una grande vetrina mondiale. Il mio timore è che Müller dopo avere consumato rotture difficilmente sanabili prima con Roma poi con Venezia, porti una carica di conflittualità e di rivalsa assai dannosa».
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