Best Movie Worlds, il gala benefico illumina la Festa del Cinema di Roma 2025

Grandi nomi del cinema e dello spettacolo hanno partecipato allo speciale evento, a sostegno delle associazioni no-profit

Dopo la prima edizione dello scorso anno, la Festa del Cinema di Roma ha ospitato nuovamente Best Movie Worlds, il gala benefico che coniuga intrattenimento e impegno sociale. La seconda edizione si è svolta martedì 21 ottobre alle ore 20.00 al Forum Theatre (ex Teatro Euclide), con la presenza di alcuni tra i più autorevoli protagonisti del cinema e dello spettacolo italiano.

Organizzato da Best Movie, testata di riferimento per il cinema e l’entertainment pubblicata da Duesse Media Network (la stessa di Box Office), con la direzione artistica di Giorgio Viaro (responsabile editoriale della rivista), Best Movie Worlds non è soltanto un gala di beneficenza, ma un format unico che intreccia spettacolo, cultura e solidarietà, permettendo ai talent di donare un gettone benefico offerto dalla nostra rivista a realtà che gli stanno particolarmente a cuore. Le associazioni sono state infatti scelte personalmente dagli ospiti che hanno aderito.

A condurre la serata è stato lo stesso Giorgio Viaro, che ha fatto gli onori di casa insieme a Vito Sinopoli (CEO di Duesse Media Network), con NaimaRai CinemaParamount+AnicaVision Distribution come partner dell’evento e Meatball Family come partner tecnico.

Nel corso dell’evento, gli ospiti — oltre a farsi ambasciatori di solidarietà — hanno avuto modo di raccontare le proprie passioni in un racconto personale che ha permesso al pubblico in sala di scoprire i “mondi” meno conosciuti degli artisti sul palco. L’evento è stato preceduto, dalle ore 19.00, dal red carpet all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.

A tenere a battesimo Best Movie Worlds ci ha pensato Miriam Leone, che ha deciso di donare il suo gettone benefico a Una Nessuna Centomila, associazione impegnata nella lotta contro la violenza sulle donne.

«Amata, il mio ultimo film, è il motivo per cui ho deciso di donare a questa associazione. Sulla maternità ci sono tanti tabù, anche se noi donne non ne parliamo — ha detto l’attrice — Mi sono immedesimata in questa storia e in questi personaggi, pensando che se queste donne avessero avuto qualcuno con cui parlare o un consultorio cui rivolgersi, sarebbe andata meglio. Iniziandomi ad allenare a quarant’anni, dopo aver dato alla luce mio figlio, ho anche capito come l’educazione all’alimentazione e all’esercizio fisico permetta di stare meglio e di incidere meno sulle vite degli altri».

Cristiana Capotondi ha invece devoluto la sua offerta a KIM, associazione che si occupa di cura, accoglienza e tutela gratuite per bambini malati e in povertà. A proposito delle sue passioni personali, si è soffermata in primis sulla vela:

«La vela per me è l’unica dimensione di vivere il mare. Quando entri in acqua torni bambino, e il ricordo olfattivo più importante della mia vita è l’odore del sale che mi entra nel naso: lì, per me, tutto è possibile. Per adesso mi ritengo una skipper media, ma sono molto in grado di fiutare i pericoli».

Impossibile, però, non citare anche il calcio, avendo ricoperto in passato il ruolo di vicepresidente della Lega Pro:

«Il calcio italiano femminile, negli anni, ha faticato ad arrivare sulle nostre bocche, ma ha un’idea di fair playche a me piace molto. Il campo è anche una fotografia della complessità della vita, mi piace pure giocarlo — anche se malissimo — e sono contenta che le donne abbiano conquistato il professionismo. Nel loro caso, gli infortuni sono anche più frequenti, avendo noi un corpo diverso da quello degli uomini».

Massimiliano Bruno ha scelto invece Every Child is My Child, un’organizzazione no-profit dedicata a migliorare la vita dei bambini meno fortunati attraverso iniziative ed eventi benefici, presieduta da anni da Anna Foglietta, anche lei presente all’evento per ribadire l’importanza della causa:

«Siamo nati nel 2017 e abbiamo già fatto molte cose. Adesso siamo concentrati su quello che sta accadendo a Gaza e in Cisgiordania. Il bambino palestinese vive un trauma nuovo, che deriva dall’impunità del suo aggressore. Abbiamo aperto un reparto di psicoterapia per aiutarli ad affrontare quello che stanno vivendo».

Bruno, il cui nuovo film Due cuori e due capanne, in uscita il 22 gennaio dopo l’anteprima ad Alice nella Città e già venduto in 12 Paesi, si è soffermato anche sulla sua passione per le biografie:

«Ho avuto una madre pittrice e un padre avvocato: mia madre mi metteva in mano Gauguin, Matisse e Picasso, mentre mio padre la biografia di Charlie Chaplin, dove si raccontava il suo declino sociopolitico in un momento in cui fu ritenuto eversivo e dovette lasciare gli Stati Uniti, dov’era molto amato, per tornare in Inghilterra. Oppure quella di John Belushi, che era la storia di un tossicodipendente sempre in bilico tra la vita e la morte. Consiglierei a tutti anche quelle sportive, come Open di Andre Agassi o i libri del giornalista Boris Sollazzo su Maradona, che mi ha fatto capire quanto può essere oscura e poetica la debolezza: i suoi ultimi anni sono stati qualcosa di straziante. Lo lego tanto a mio padre, che lo amava moltissimo».

A seguire, Diana Del Bufalo, impegnata nel musical Moulin Rouge, ha mostrato ai presenti alcuni acquerelli da lei stessa realizzati («Mi piacciono molto per i colori tenui che è possibile utilizzare») e offerto la sua donazione all’associazione Duchenne Research & Advocacy, fondata da un gruppo di mamme di bambini e ragazzi affetti da distrofia muscolare di Duchenne, una malattia rara che colpisce un maschio su 3.500 distruggendo progressivamente tutte le cellule del corpo.

Per Claudio Bisio, la scelta è invece ricaduta su PizzAut, nata per offrire ai ragazzi autistici un presente fatto di dignità e lavoro, e costruire il loro futuro attraverso due pizzerie interamente gestite da loro, a Cassina de’ Pecchi e a Monza:

«So che purtroppo hanno anche subito un furto di 5.000 euro, quindi spero che questa somma, corrispondente a quella cifra, possa aiutare a risanare la situazione».

Riguardo alle sue passioni personali, ha indicato il karate («Sono stato operato alle anche e ho dovuto smettere, ma anche se nessuno lo direbbe sono cintura nera») e le passeggiate in bicicletta:

«Una quindicina di anni fa mi avevano proposto di fare un film TV su Pantani, che poi ha fatto Rolando Ravello, anche perché io sarei sembrato già il nonno di Pantani. Non ero mai salito su una bicicletta da corsa, ma da allora mi sono appassionato».

A sostegno di Every Child is My Child anche Caterina Guzzanti, ora a teatro con Secondo lei, suo primo testo di prosa e prima regia:

«Parla di un punto di vista molto femminile su una situazione assai maschile, che è l’impotenza degli uomini: un tabù da non commentare, come abbiamo imparato su Cioè, che è stata la Bibbia sentimentale di noi ragazze degli anni ’80 e ’90. Mi sono scritta anche un ruolo drammatico, che di solito non faccio, non uscendo mai dal brillante».

Riguardo alle sue passioni, ne ha indicate quattro: i cavallil’anatomial’ingegneria e la geometria.

In chiusura di serata è intervenuto Francesco Montanari, impegnato a teatro insieme a Guglielmo Poggi, anche lui presente all’evento, con Titus, adattamento del Tito Andronico, la più cruenta delle tragedie shakespeariane, per la regia di Davide Sacco. Montanari, presente insieme alla moglie Federica Sorino, ha scelto l’associazione Karibuni, nata nel 2004 da vacanza in Kenya (la parola karibuni in ki-swahili significa benvenuti) con l’obiettivo di realizzare progetti scolastici, educativi, sanitari, lavorativi e di supporto alimentare, pilastri fondamentali per la crescita di un popolo e del suo futuro benessere. Come sua massima passione personale ha indicato l’andare in motocicletta:

«Per me che tendo al rimuginio mentale è come andare in scena o sul palcoscenico, quando sei su strada non puoi pensare ad altro, devi stare lì per forza. È un grande esercizio di libertà».

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