Beni culturali: Cgil contro i tagli al Fus

“Non sarà un autunno caldo, sarà torrido”. Questa è stata la dichiarazione rilasciata in conferenza stampa nella mattina di oggi da Silvano Conti, coordinatore nazionale della Cgil per la produzione culturale. L’incontro, indetto dalla sigla sindacale per contestare i tagli al Fus da parte del Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi, ha visto anche la partecipazione di Maurizio Feriaud, segretario sindacale degli attori e di Diana Raffaelli del Sindacato Musicisti. “I tagli, ha proseguito Conti, nel caso degli enti lirici finiranno per penalizzare anche quelle ‘aziende’ sane come il teatro La Scala di Milano che nell’ultimo anno ha sensibilmente aumentato ‘le alzate di sipario’ ed il numero di spettatori. Proponiamo che provvedimenti come tax credit e tax shelter siano allargati anche ad altri settori dello spettacolo oltre al cinema”. “E’ una situazione drammatica – ha commentato Feriaud – in tempi di crisi economica è sicuro che i risparmi delle famiglie andranno a colpire soprattutto i beni voluttuari ed il consumo di cultura rientra fra questi. Fare dei tagli proprio adesso significa pregiudicare la produzione e la programmazione futura”. Ma di quanto sono i tagli? Per il 2009 si passerà da uno stanziamento previsto di 567.339 000 euro a 378.047; per il 2010 il ridimensionamento porterà il Fus dai previsti 563.307.000 a 400.548.000 e sarà ancora più drastico nel 2011 quando dai 511.544 milioni previsti si scenderà a quota 307.173 milioni. “E’ del tutto contraddittorio quel che Bondi fa rispetto a quello che dice”, ha commentato Diana Raffaelli. “Il 29 settembre scorso attraverso una nota dell’Ansa il Ministro aveva annunciato che non ci sarebbero stati tagli al Fondo, mentre presentando il disegno della Finanziaria 2009 li ha definiti ‘una medicina necessaria’ “. Per la prima decade di Novembre è prevista una grande manifestazione a Roma che coinvolgerà tutti gli operatori del settore. “Siamo in attesa – conclude Conti – che anche Cisl e Uil decidano in merito. Secondo noi sarebbe meglio una manifestazione confederata, diversamente siamo pronti a farla soltanto come Cgil”.

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