Negli ultimi anni il panorama dei media italiani ha visto emergere nuovi modelli industriali capaci di muoversi con agilità tra contenuti editoriali, audiovisivi e digitali. Tra questi si colloca Be Water, il gruppo fondato e presieduto da Guido Maria Brera, che dopo l’acquisizione di Cronache di Spogliatoio rafforza ulteriormente il proprio posizionamento nel settore, ampliando un’offerta che oggi spazia dallo sport al cinema, dall’informazione all’innovazione tecnologica. I dettagli dell’operazione e della strategia di crescita sono stati ricostruiti in un’analisi pubblicata da Francesco Bertolino su L’Economia del Corriere della Sera.
Dal punto di vista economico, Be Water ha chiuso il 2025 con ricavi pari a 29,2 milioni di euro, in crescita del 55%, e un margine operativo positivo di quasi 2 milioni. Chora & Will hanno contribuito per 12,2 milioni, mentre Be Water Film ha generato 16,7 milioni. La valutazione complessiva del gruppo ha raggiunto i 150 milioni di euro e l’obiettivo dichiarato è raddoppiare i ricavi nel 2026, arrivando a circa 60 milioni. «La parte preponderante di questo aumento del fatturato arriverà da alcune serie tv e film già prodotti che saranno consegnati quest’anno, sono quindi introiti sicuri», ha anticipato l’amministratrice delegata Barbara Salabé.
Brera, che ha iniziato la propria carriera occupandosi di finanza prima di approdare alla narrativa e alla produzione cross-mediale, rivendica la coerenza del percorso che ha portato alla nascita del gruppo. «Per occuparsi di finanza bisogna essere contemporanei, per fare l’editore occorre saper leggere la contemporaneità: il salto da un settore all’altro non è poi così strampalato», ha spiegato. Dopo il successo del romanzo I Diavoli e dei progetti audiovisivi e podcast ad esso collegati, nel 2020 è nato Be Water, inizialmente focalizzato sui podcast con Chora Media, ma con una visione industriale più ampia: «Creare opere dell’ingegno originali e solide per poi declinarle nei formati audio, video e live».
Il gruppo è cresciuto attraverso acquisizioni mirate, come Will Media nel 2022 e, più recentemente, Cronache di Spogliatoio, oltre allo sviluppo di Be Water Film e Be Water Live. Sul piano societario, nel 2024 è entrata Tether con una quota del 30%, mentre nel 2026 è previsto l’ingresso del fondo Planven, già socio di controllo di Cronache di Spogliatoio. Secondo Salabé, «con quest’ultima acquisizione, la nostra offerta di contenuti è completa», perché «stiamo portando nell’era digitale la strategia adottata dalle grandi major che hanno tradizionalmente costruito le loro fortune su tre assi di prodotto: news, film e sport».
Sul fronte produttivo, nel 2026 arriveranno al cinema titoli come Agatha Christian con Christian De Sica e Lillo, mentre sono in corso o appena concluse le lavorazioni di Bianco, dedicato a Walter Bonatti, e della serie Peccato per HBO Max. Parallelamente, il gruppo ha annunciato un piano di investimenti da 30 milioni di euro in tre anni, destinato anche allo sviluppo tecnologico e all’intelligenza artificiale. Un ambito su cui Brera invita a superare i timori: «L’Ai non è in grado di avere idee originali, ma può essere molto utile per rendere più efficienti ed efficace il processo produttivo dei contenuti».
Fonte: Corriere della Sera
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