Il successo planetario di Barbie sembrava aver reso inevitabile un secondo capitolo. Il film diretto da Greta Gerwig ha incassato oltre 1,4 miliardi di dollari nel mondo, ottenuto otto candidature agli Oscar e rilanciato le ambizioni cinematografiche di Mattel. A distanza di tre anni dall’uscita, però, il sequel non è ancora stato ufficialmente approvato e le trattative tra Warner Bros. Discovery e il gruppo creativo del primo film sarebbero arrivate a un punto morto.
Secondo quanto riportato dal New York Times, l’amministratore delegato di Warner Bros. Discovery David Zaslav non avrebbe dato il via libera agli accordi economici richiesti per riportare Margot Robbie e Ryan Gosling nei ruoli di Barbie e Ken. I nuovi contratti includerebbero compensi più elevati e una partecipazione agli utili. Gosling, candidato all’Oscar come miglior attore non protagonista, punterebbe in particolare a un ingaggio da 20 milioni di dollari.
Un portavoce di Warner Bros. ha precisato che non sarebbe mai esistita una struttura contrattuale già approvata e successivamente ritirata. La situazione è resa più complessa dalla scelta compiuta prima del film del 2023: Robbie, Gosling e gli altri protagonisti firmarono accordi validi per una sola pellicola, senza opzioni obbligatorie per eventuali sequel. Una concessione necessaria per assicurarsi la partecipazione di Greta Gerwig, dopo i numerosi tentativi falliti di portare Barbie sul grande schermo.
Gerwig e Noah Baumbach, suo marito e co-sceneggiatore del film, avrebbero già elaborato un’idea per il nuovo capitolo, ma non intenderebbero presentarla allo studio prima della conclusione delle trattative. Warner Bros. deve inoltre fare i conti con una scadenza precisa: entro dicembre il sequel dovrà entrare in fase di sviluppo, altrimenti i diritti cinematografici torneranno a Mattel, che nel frattempo si è messa al lavoro su un film animato di Barbie insieme a Illumination. In quel caso, il marchio potrebbe essere ripensato con un nuovo regista, un cast differente e un altro concept.
I co-presidenti di Warner Bros. Pictures Pam Abdy e Michael De Luca hanno confermato le difficoltà: «Abbiamo un accordo sui diritti con Mattel e abbiamo presentato una serie di offerte importanti per cercare di finalizzare gli accordi necessari a realizzare il prossimo film di Barbie. Purtroppo, finora non siamo riusciti a raggiungere un’intesa».
Negli ultimi tre anni lo studio avrebbe avanzato circa sei proposte al gruppo creativo, rappresentato dalla CAA. L’ultima, descritta come una delle più ricche mai presentate da Warner Bros. per un film, sarebbe stata rifiutata senza una controfferta. La rinegoziazione, tuttavia, rappresenta una pratica abituale quando i contratti originali non prevedono sequel.
Già nel 2024 Margot Robbie aveva ridimensionato le aspettative: «È divertente questa reazione automatica, al giorno d’oggi, per cui tutti chiedono immediatamente di un sequel. Non credo che fosse così vent’anni fa. Questo film non è stato concepito come una trilogia». La disponibilità a tornare non sarebbe mai mancata, ma il progetto resta subordinato a un’idea capace di convincere Gerwig, Baumbach e il resto della squadra.
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