C’è da lavorare sulla comunicazione per il futuro della Mostra del cinema di Venezia. È questa l’urgenza emersa durante l’incontro che si è tenuto nel tardo pomeriggio di ieri alla Casa del Cinema, organizzato come di consueto dal SNCCI per fare un bilancio del festival. Il direttore della Mostra Alberto Barbera, chiarendo subito di non voler ribattere alla polemiche esplose sui criteri utilizzati per includere o meno i film in concorso e tanto meno su quelle nate attorno al palmares, ha tenuto a precisare come uno dei problemi di comunicazione non sia lo spazio dedicato dai giornali al festival, ma la qualità della critica che non argomenta realmente i giudizi ma si limita ad un didascalico ‘mi piace, non mi piace’. «Al contrario – ha continuato Barbera – ho trovato molta apertura da parte della stampa web, dei giornalisti stranieri e di chi lavora attraverso i social network, che si sono dimostrati tutti attenti e curiosi nel seguire e analizzare le scelte rischiose proposte quest’anno dalla selezione. Per me – ha precisato il direttore – un grande festival come Venezia deve contenere il cinema hollywoodiano, il cinema d’autore che incontra sempre più difficoltà e i film indipendenti. Se non ci sono tutti questi ingredienti, allora a me non interessa guidare la Mostra». Sarà invece compito della Biennale e del festival provare a risolvere il secondo problema di comunicazione, quello legato alla Sala Web che alla sua seconda edizione ha fatto registrare solo 900 biglietti venduti. «Il doppio dello scorso anno – svela Barbera, che precisa – ma dobbiamo inventarci un modo diverso per promuoverla: è un’iniziativa con un grosso potenziale ma va trovata una strategia diversa; in molti sono ancora restii a fruire il cinema on line in modo legale. Credo che nel futuro non si possa prescindere dalla Rete per la promozione del cinema d’autore».
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