Ad Alberto Barbera, direttore della Mostra del Cinema di Venezia, la cinematografia italiana vista in fase di selezione per il festival non è piaciuta. E lo dichiara, senza mezzi termini, in un’intervista all’Huffington Post. Barbera ne ha visti molti di film: “Centocinquantacinque lungometraggi, settantassette documentari, e qualcosa come cinquecento corti. Per la maggior parte, film di esordienti o quasi. Certo il numero è sorprendente rispetto alla situazione in cui si trova quest’industria nel nostro Paese. Il doppio dell’anno scorso”. Il giudizio che il direttore della Mostra dà del cinema italiano, però, non è certo lusinghiero: “A fronte della quantità decresce la qualità. Spero sia una faccenda contingente, legata alla mancanza di soldi, a problemi come il ritardo nell’approvazione del tax credit o la mancanza di una legge quadro, ma bisogna stare attenti. Perché è evidente che se questi film avessero avuto un po’ più di tempo, di soldi, di lavoro sulla sceneggiatura sarebbero stati migliori, mentre sono molto raffazzonati, tirati via, montati in fretta, girati ancora più in fretta. Deludenti, insomma. E bisogna stare attenti”. Continua Barbera: “Penso agli anni Novanta, quando il cinema italiano toccò il punto più basso in termini qualitativi. Poi si è capito cosa fare per recuperare. Sono state riconquistate fette di mercato, di pubblico, di presenza internazionale. Adesso non abbassiamo la guardia, perché la qualità è l’arma vincente. Investiamo più tempo e più energie sulla scrittura, sui valori produttivi, sui tempi…”. Il direttore poi sottolinea che “quello che abbiamo visto di italiano era un po’ tutto all’insegna del vorrei ma non posso. Anche film molto attesi si sono rivelati inferiori alle aspettative. Con difetti di sceneggiatura clamorosi, oppure con un montaggio che non funzionava. Li ho chiamati uno per uno e ho detto: ragazzi, non vi rendete conto che cosi il film non funziona?”. E sui produttori Barbera aggiunge: “Anche loro sono un po’ confusi, in difficoltà, hanno l’ansia di avere il film pronto per farlo uscire e recuperare l’investimento e tutto questo gioca un ruolo negativo. Se poi ci mettiamo che rispetto allo scorso anno la qualità è oggettivamente scesa, il segnale è preoccupante”.
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