“I festival sono sempre più luoghi di scoperta, fucine per giovani. Dobbiamo muoverci in questa direzione”. Lo ha dichiarato oggi al ‘Corriere della sera’ Alberto Barbera, direttore della Mostra del Cinema di Venezia. Che al suo predecessore riconosce un merito: “Ha fatto un lavoro straordinario per quanto riguarda la qualità dei film”. Però, aggiunge Barbera “dal punto di vista della formula, la Mostra è rimasta identica a sé stessa mentre altre rassegne da Cannes, a Berlino, da Rotterdam a Pusan, sono cambiate. Venezia deve rimettersi in fretta al passo”. Il direttore annuncia per settembre la chiusura del cratere davanti al Palazzo del Cinema, l’introduzione di un vero e proprio mercato durante il festival e il varo di un’attività permanente: “Con Baratta (il presidente della Biennale, ndr) abbiamo pensato a un laboratorio di giovani talenti. Tre di loro saranno impegnati nella realizzazione di un film a basso costo, 150mila euro, finanziati dalla Biennale. Opere poi presentate alla Mostra successiva”. A chi gli fa notare che il Festival di Roma avrà 60 anteprime mondiali, Barbera risponde: “Un gigantismo bulimico fuori tempo massimo. Alla quantità io preferisco la qualità. Nel mio cartellone non ci saranno più di 50 titoli, di cui 18 in gara”. E il cinema italiano? “L’anno scorso i film italiani erano una trentina, ma solo di 7 0 8 si è parlato. Inutile ammucchiare nomi per far contenti tutti. Per ridare prestigio al nostro cinema serve una selezione severa. Fuori dalle solite logiche di spartizione tra Rai Cinema e Mediaset”. Barbera ha poi concluso ricordando che il budget per la Mostra del Cinema è di 12 milioni di euro, di cui 7 provenienti dallo Stato: “Ormai siamo diventati bravissimi a fare le nozze con i fichi secchi ma il Governo dovrebbe fare qualcosa di più per Venezia”.
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