Artists Equity ha firmato un accordo first-look con Netflix

Il colosso streaming formalizza la collaborazione con la company di Ben Affleck e Matt Damon: priorità ai nuovi progetti streaming
Ben Affleck e Matt Damon della Artists EquityCr. Arturo Holmes/WireImage

Artists Equity, la società fondata da Ben Affleck e Matt Damon, entra ufficialmente in affari con Netflix: le parti hanno siglato un accordo first-look pluriennale per la produzione e la distribuzione di film pensati direttamente per lo streaming. In concreto, la piattaforma avrà la priorità nel valutare i nuovi progetti della company e, quando questi verranno confermati, sarà Artists Equity a gestire la componente creativa e produttiva dei titoli coinvolti. L’intesa, però, non sostituisce il percorso in sala: resta infatti attivo il separato accordo con Sony Pictures per lo sviluppo e la produzione di lungometraggi destinati al grande schermo.

Per Affleck e Damon si tratta di un passaggio strategico che consolida l’identità del progetto nato nel 2022 con un obiettivo preciso: funzionare come fornitore esterno indipendente, ma con le capacità di uno studio tradizionale lungo tutta la filiera, dallo sviluppo al montaggio finale. È la filosofia su cui i due hanno costruito Artists Equity insieme al supporto finanziario di RedBird Capital Partners, puntando su un modello “talent-friendly” e su una maggiore partecipazione agli utili per i creativi. Non a caso, nel loro annuncio hanno definito l’accordo un punto di svolta: «Questo è un traguardo incredibile per Artists Equity e uno che convalida la visione su cui lavoriamo dal 2022. Fin dall’inizio, abbiamo visto questo bisogno crescente di un fornitore indipendente a proprio agio lungo l’intero processo creativo, dallo sviluppo al final cut. Netflix è un grande abbinamento per il nostro lavoro». Nel ringraziare il presidente di Netflix Film Dan Lin e il suo team, Affleck e Damon hanno aggiunto: «Non vediamo l’ora di creare insieme molte altre storie ambiziose e con risonanza globale».

L’accordo arriva dopo un primo segnale molto concreto: a gennaio Netflix ha lanciato The Rip, action thriller con Affleck e Damon, rimasto per tre settimane al numero uno della top 10 globale della piattaforma. Secondo i dati comunicati dal servizio, il film ha totalizzato 112,3 milioni di visualizzazioni nell’arco di sei settimane. Un risultato che, inevitabilmente, ha accelerato la formalizzazione del rapporto. Dan Lin lo ha detto chiaramente: «Stiamo ampliando la nostra partnership con Artists Equity perché condividono la nostra missione — realizzare film audaci e originali. Ben e Matt non aspettano le opportunità, le creano: dal realizzare e interpretare film ambiziosi e originali, al costruire un modello di studio innovativo. Il pubblico di tutto il mondo sta amando The Rip, e non vediamo l’ora di condividere più avanti quest’anno il thriller Animals. Formalizzare questa relazione significa che realizzeremo insieme ancora più film memorabili».

Proprio Animals è il prossimo tassello: sarà il nuovo film da regista di Affleck, che reciterà anche al fianco di Kerry Washington, Gillian Anderson e Steven Yeun. Il racconto ruota attorno a un candidato sindaco di Los Angeles e a sua moglie, costretti a trovare il denaro per un riscatto dopo il rapimento del figlio. Il titolo è atteso su Netflix nel corso dell’anno e, insieme a The Rip, rappresenta la vetrina ideale per spiegare cosa vuole essere Artists Equity nel mercato attuale: una struttura snella, ma capace di sostenere produzioni di profilo alto e riconoscibile, muovendosi tra piattaforme e sale a seconda dei progetti.

Dalla nascita, nel novembre 2022, Artists Equity ha costruito la propria filmografia con un portafoglio vario e un’attenzione evidente al posizionamento industriale. Tra i titoli già usciti c’è Air, il dramma a tema Nike che ha riunito Affleck e Damon anche davanti alla macchina da presa; Unstoppable, storia sportiva ispirazionale guidata da Jennifer Lopez; The Accountant 2, sequel crime con Affleck e Jon Bernthal; e il remake di Kiss of the Spider Woman con Lopez, Diego Luna e Tonatiuh. Produzioni sviluppate e distribuite appoggiandosi a realtà diverse, da Amazon MGM a Lionsgate fino a Roadside Attractions, a conferma di un modello che punta alla flessibilità e alla capacità di attraversare più filiere senza perdere controllo creativo.

La nuova intesa con Netflix si inserisce esattamente qui: nella corsa a costruire film “event” pensati per il pubblico globale della piattaforma, ma con un’impronta autoriale e produttiva più vicina a uno studio tradizionale. Per Artists Equity, è un’accelerazione importante. Per Netflix, un modo per legare a sé in modo stabile una struttura che ha già dimostrato di saper trasformare un titolo in un fenomeno di consumo internazionale.

Fonte: Variety

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