Il percorso di Artificial è stato finora movimentato quasi quanto la storia che Luca Guadagnino ha deciso di portare sullo schermo. Il nuovo film del regista italiano, dedicato alla tumultuosa crisi che nel 2023 portò al licenziamento e al rapidissimo ritorno di Sam Altman alla guida di OpenAI, ha finalmente trovato la sua prima grande vetrina pubblica. Il lungometraggio sarà infatti presentato in anteprima mondiale il 5 ottobre al New York Film Festival, all’Alice Tully Hall del Lincoln Center, con Guadagnino e diversi membri del cast attesi alla proiezione.
A interpretare Altman sarà Andrew Garfield, affiancato da Monica Barbaro nei panni dell’allora chief technology officer di OpenAI Mira Murati, Yura Borisov in quelli del co-fondatore Ilya Sutskever e Ike Barinholtz nel ruolo di Elon Musk. Nel cast figurano inoltre Cooper Hoffman, Jason Schwartzman e Chris O’Dowd. Scritto da Simon Rich, Artificial ricostruisce uno dei momenti più clamorosi nella storia recente della Silicon Valley: nel novembre 2023 il consiglio di amministrazione di OpenAI estromise improvvisamente Altman, salvo poi reintegrarlo pochi giorni più tardi dopo una crisi interna che coinvolse dipendenti, dirigenti e investitori.
Ma attorno al film si è sviluppato negli ultimi mesi un caso industriale altrettanto rilevante. Amazon MGM Studios aveva sviluppato il progetto e ne aveva finanziato la produzione, dal budget riportato di circa 40 milioni di dollari, ma a giugno ha deciso di non occuparsi più della sua distribuzione, quando il film era ormai quasi completato. Una scelta arrivata pochi mesi dopo l’annuncio di una partnership pluriennale tra Amazon e OpenAI accompagnata da un investimento da 50 miliardi di dollari.
La coincidenza ha inevitabilmente alimentato interrogativi su un possibile conflitto tra gli interessi tecnologici di Amazon e il contenuto di Artificial, descritto dalle fonti che lo avevano visto come tutt’altro che accomodante nei confronti dei protagonisti della vicenda. Amazon non ha però mai confermato che l’accordo con OpenAI abbia determinato la decisione: pubblicamente lo studio ha sostenuto soltanto che il film sarebbe stato servito meglio da un altro distributore.
Il caso si è allargato quando, dopo alcune proiezioni organizzate per trovare una nuova casa al progetto, anche Netflix, A24, Focus Features e Clockwork hanno deciso di non procedere con l’acquisizione. Per alcuni giorni Artificial è così diventato uno dei titoli più discussi di Hollywood, con il rischio concreto che un film già quasi terminato e firmato da uno dei registi più importanti del cinema contemporaneo rimanesse senza distribuzione.
A interrompere lo stallo è stata Neon, che a fine giugno ha acquisito i diritti mondiali del film e ha annunciato l’intenzione di portarlo nelle sale e nella corsa ai premi. Ora arriva anche la conferma della prima mondiale al New York Film Festival, in programma dal 25 settembre al 12 ottobre. Dopo New York, Artificial sarà inoltre protagonista di una proiezione di gala al BFI London Film Festival l’11 ottobre.
In Italia il film sarà distribuito da I Wonder Pictures. «Siamo entusiasti e profondamente onorati di continuare la nostra collaborazione con NEON e portare in Italia il film di un grande artista come Luca Guadagnino», dichiara Andrea Romeo, fondatore e Direttore Editoriale di I Wonder Pictures. «Portare Artificial nelle sale italiane significa offrire al pubblico un’esperienza cinematografica totale, di grande impatto visivo ed emotivo, una grande storia del presente in perfetta sintonia con la nostra linea editoriale».
Per Guadagnino si tratta di un nuovo capitolo nel lungo rapporto con il festival newyorkese, dove negli anni sono passati titoli come Call Me by Your Name, Bones and All, Queer e, nel 2025, After the Hunt. Questa volta, però, l’attenzione non sarà rivolta soltanto al film: dopo mesi di tensioni industriali e interrogativi sui rapporti sempre più stretti tra Hollywood e i colossi dell’intelligenza artificiale, il debutto di Artificial è diventato uno degli appuntamenti più osservati della stagione cinematografica.
Fonte: Variety
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