Arrestato il regista Jafar Panahi, voce dell’opposizione iraniana

Jafar Panahi è stato arrestato a Teheran assieme alla moglie e alla figlia. A darne notizia è stato Panah Panahi, il figlio del regista iraniano, autore tra gli altri de ‘Il cerchio’ (Leone d’oro alla Mostra de Cinema di Venezia nel 2000) e ‘Offside’ (Orso d’argento a Berlino nel 2006). L’uomo ha raccontato di come alcuni agenti della sicurezza in borghese siano entrati nell’abitazione dell’artista alle 22.00 di ieri, portandolo via insieme alla moglie, la figlia e ed altri 15 ospiti in quel momento presenti nella casa. Dall’abitazione è stato portato via anche il computer dell’uomo. Panahi è un noto sostenitore dell’opposizione al regime del presidente Mahmud Ahmadinejad. Dopo un suo precedente arresto (lo scorso 30 luglio, insieme alla moglie, durante il funerale di Neda Aqa-Soltan, la ragazza morta durante le contestazioni alle discusse elezioni del Paese di giugno), dal quale era stato prosciolto dopo poche ore, al regista era stato proibito di lasciare il Paese e partecipare così ai festival cinematografici di Mumbai, in ottobre, e di Berlino, il mese scorso. Tra le voci autorevoli del mondo dello spettacolo che hanno espresso rammarico per l’episodio anche quella di Paolo Baratta, presidente della Biennale di Venezia: «Incontrai Jafar Panahi nel 2000, quando gli consegnai un meritatissimo Leone d’oro per ‘Il cerchio’: uno dei più bei film sulla libertà della donna che io abbia mai visto. […] Un film che ci dava dell’Iran un esempio di espressione artistica degno della sua grande civiltà».
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