Era il 1997 quando il circuito Arcadia, guidato da Piero Fumagalli insieme alle figlie Laura e Paola, inaugurava il primo multiplex italiano: l’Arcadia di Melzo. Un progetto pionieristico, firmato dall’architetto Giancarlo Marzorati, nato con la collaborazione di Vittorio Storaro e della THX Lucasfilm di George Lucas. Oggi, a 28 anni di distanza, quel simbolo di eccellenza è tornato a rinnovarsi nel segno della continuità. La famiglia Fumagalli ha, infatti, avviato un importante intervento di aggiornamento dell’intero parterre di poltrone di tutte le cinque sale del multiplex, dalla iconica Sala Energia da 630 posti e con schermo da 30 metri di base, alle quattro sale tematiche da 220 posti ciascuna (Acqua, Fuoco, Aria e Terra). Una decisione che va oltre la semplice manutenzione: «Il nostro obiettivo è quello di uniformare tutte le poltrone del circuito Arcadia», spiega Piero Fumagalli. «Dopo Stezzano (BG) e Melzo (MI), sarà la volta di Erbusco (BS), mentre lasceremo per ultima la struttura di Bellinzago
Lombardo (MI) che ha ancora sedute in ottime condizioni».

Il progetto di Melzo è stato affidato ancora una volta a Cinearredo, storica azienda produttrice di poltrone guidata da Michele Zambelli, con cui la famiglia Fumagalli collabora da tempo. «Per Arcadia Melzo abbiamo creato una poltrona su misura, mantenendo l’estetica originaria – schienale e bracciolo arrotondato – e riprendendo il design della multisala di Stezzano, così da creare una linea coerente tra le strutture del circuito». Il nuovo modello, non motorizzato per preservare la capienza, è stato progettato con seduta fissa su diffusore a pavimento, poggiabraccio imbottito, bracciolo in legno pressato curvato con portabibite integrato, numerazione interna a LED e segnapasso luminoso. «Sono state utilizzate imbottiture dal comfort elevato e personalizzato al design della poltrona», precisa Zambelli. «La larghezza dell’interasse da 65 cm (con bracciolo da 14 cm e seduta da 51 cm) rappresenta uno degli standard più generosi nel settore. Ogni elemento è stato studiato insieme alla famiglia Fumagalli e il lavoro si è svolto sala per sala, senza mai chiudere l’intero cinema, e si è concluso ad aprile 2025».

Per Cinearredo – che nel 2024 ha prodotto oltre 26.000 sedute – si tratta di un intervento che consolida una collaborazione iniziata nel 1999 con Arcadia Erbusco e proseguita fino all’apertura di Stezzano nel 2021, passando per Bellinzago. «Avere Cinearredo vicino (la sede è in provincia di Bergamo, ndr) è un vantaggio logistico e operativo», conferma Piero Fumagalli, «e l’affidabilità nella manutenzione è un plus decisivo». Un contratto di manutenzione programmata con Cinearredo, infatti, copre l’intero circuito, pronto a intervenire in base alle necessità entro 24 ore.«Abbiamo scelto di non inserire poltrone reclinabili per non perdere posti», precisa ancora Fumagalli. «Ma la comodità resta una priorità assoluta: volevamo una seduta che conservasse l’eleganza e il calore del velluto, con una resa estetica coerente con lo stile Arcadia, che migliorasse comfort e funzionalità rispetto al passato».

La sala Fuoco di Arcadia Melzo
Oltre agli aspetti visivi e tattili, grande attenzione è stata posta anche all’efficienza: ogni poltrona è montata su una base centrale che funge da diffusore per l’impianto di condizionamento, permettendo una migliore distribuzione dell’aria e una gestione più sostenibile dei consumi energetici. Un dettaglio tecnico che riflette la filosofia Arcadia, da sempre votata all’innovazione senza compromessi. «Per noi, lavorare con il circuito Arcadia è un biglietto da visita di prestigio in tutta Europa, a maggior ragione alla luce di un crescente numero di commesse da gestire all’estero in Paesi come Francia, Germania, Svizzera e Austria», spiega Zambelli. «Arcadia Melzo è un luogo iconico, conosciuto ben oltre i confini italiani. Sapere che il nostro lavoro contribuisce a mantenere alta la reputazione di questo cinema è per noi motivo di grande soddisfazione. Inoltre, l’attenzione che il team di Piero Fumagalli dedica a ogni elemento, anche il più invisibile, ci spinge a trovare soluzioni tecniche e stilistiche sempre nuove. Questo progetto», conclude Zambelli, «è stato un’opportunità per spingere in avanti la nostra capacità di personalizzazione: dal rivestimento in velluto nero antracite alla finitura in legno noce del bracciolo, tutto è stato sviluppato ad hoc».

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La sala Energia di Arcadia Melzo




