Prende sempre più corpo l’idea di un’associazione tra pubblico e privato sulla promozione del cinema italiano all’estero. Lanciata dalle associazioni dei produttori Anica e Api (con Agis e Apt), nei giorni scorsi ha incassato l’avallo del presidente di Cinecittà Holding Alessandro Battisti. Avallo che soddisfa Angelo Barbagallo, presidente Api: «Sarebbe importante che in un’associazione senza finalità di lucro fossero rappresentate le categorie dei produttori. Da questo punto di vista la fusione di Filmitalia in Cinecittà Holding era forse da rinviare, per pensare a questo progetto più ambizioso. Ma mi fa piacere che i vertici dell’ente pubblico si siano detti favorevoli alla società mista pubblico/privato e non siano trincerati in difesa delle proprie competenze. Ovviamente, non sono in discussione le competenze di chi lavora in Filmitalia, che apprezzo molto».Secondo Barbagallo, sono due le urgenze nel settore della promozione: «La prima è razionalizzare gli interventi, non di Filmitalia ma di tutti i soggetti che lavorano in questo campo: per evitare sovrapposizioni di iniziative, per limitarne il numero, per focalizzarci su quelle più importanti e renderle davvero incisive ed efficaci. Su un’idea di buon senso come questa tutti possono essere d’accordo». La seconda scelta è altrettanto fondamentale per Barbagallo: «Occorre mettere insieme, nel nuovo soggetto, tutte le risorse: quelle dell’Anica, dell’Api, dell’Ice, del ministero degli Affari Esteri, di Filmitalia e Cinecittà Holding, e di tutti i soggetti pubblici o di associazioni che fanno promozione».
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