«Finalmente in Italia il cinema è tornato a essere un’industria». Con queste parole Riccardo Tozzi, presidente dell’Unione Produttori ha accolto i dati Anica sull’anno 2007. «Questa svolta non giunge all’improvviso – ha continuato Tozzi – ma è frutto di un trend che è cominciato col principio degli anni 2000 ed ha avuto una crescita esponenziale di anno in anno. Sono pochi i Paesi al mondo in cui si può parlare di una crescita di questo tipo e con i dati del 2007 possiamo dire che l’Italia è tornata tra i sei o sette grandi della cinematografia, soprattutto se consideriamo che si tratta di uno sviluppo articolato su un ventaglio di proposte e che non si limita più ai soli film comici».E nella sua analisi Tozzi tocca altro punti: «L’ingresso nella distribuzione di opere italiane da parte delle major statunitensi, ha allentato i nodi del dupolio Rai/Medusa». Soddisfazione anche da parte di Carlo Bernaschi presidente dell’Anem il quale, pur prendendo atto della segno negativo registrato dalla chiusura di 54 monosala, fa notare «come i multiplex si siano rivelati un volano significativo nella promozione del cinema soprattutto se si considerano i parametri degli altri Paesi europei dove, ad eccezione del Regno Unito che segna un +4%, l’Italia col suo incremento del 12% è una felice controtendenza, rispetto al -5% della Francia ed il –9% della Germania». Soddisfatto anche Michele Napoli, a capo dei distributori dell’Anica, il quale sottolinea come, al di là delle cifre, «è importante che ci sia sempre di più in futuro un dialogo tra tutti i soggetti del mercato per il bene del cinema e non di un singolo settore».
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