Le Unioni dell’Anica hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e alla Conferenza Stato-Regioni. Per stigmatizzare la sentenza di ieri della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittime quindici tra le norme formulate dal Decreto Urbani, “per la assenza – si legge in un comunicato dell’Anica – della necessaria consultazione preventiva o, quanto meno, di un’assunzione d’intesa, con la Conferenza Stato-Regioni. Per l’art. 22, relativo all’apertura di multisale superiori a 1800 posti, la Corte ha censurato la sottrazione, da parte del Decreto Urbani, all’autorità naturale (le Regioni) della autorizzazione per le nuove strutture. Forte l’impatto del verdetto della Consulta anche sulla produzione: di fatto vengono bloccati i nuovi meccanismi di finanziamento delle opere nazionali”. Nelle lettera inviata alla Presidenza del consiglio e alla Conferenza Stato-Regioni dal presidente dei produttori, Aurelio De Laurentiis, dei distributori, Richard Borg, delle industrie specializzate, Filiberto Bandini, delle industrie tecniche, Manlio Cruciatti, degli esportatori, Paola Corvino e degli esercenti multiplex, Carlo Bernaschi si legge che “i disposti della sentenza della Corte producono automaticamente alcuni effetti deleteri per le industrie del settore”. Per i presidenti delle Unioni dell’Anica, il vuoto legislativo che si viene a creare produce un blocco o un annullamento “che vengono a subire –scrivono- molte iniziative già assunte dagli imprenditori del settore, nel legittimo affidamento da loro riposto nella validità delle norme ora caducate.” I presidenti delle Unioni dell’ANICA concludono la loro lettera rivolgendosi direttamente al Presidente del Consiglio “affinché, rendendosi interprete dello stato di crisi in cui la decisione della Consulta ha posto gli operatori della cinematografia, voglia promuovere, con la necessaria urgenza del caso, le procedure per la emanazione di un decreto legge correttivo delle norme rese ora prive di efficacia”.
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