L’Anica ribadisce la sua proposta per la creazione di un nuovo soggetto per la promozione del cinema italiano all’estero, dopo le decisioni di Cinecittà Holding di incorporare l’agenzia Filmitalia come divisione interna. Proposta che sembra avere l’avallo dei vertici dello stesso ente pubblico, come da comunicati ufficiali e recenti dichiarazioni. «Non vorrei entrare in giudizi sull’operato di Filmitalia» dichiara a e-duesse il presidente dell’Anica Paolo Ferrari, «ma ricordo che la nostra associazione ha già prospettato al Ministero l’intenzione di ridiscutere tutta questa attività, unendo le forze di tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti in essa, per dare una svolta alla promozione del cinema italiano all’estero. La nostra proposta è di creare un nuovo soggetto unico, a componente sia pubblica che privata. Dopo che il nostro cinema ha ottenuto sul mercato interno buone performance, con una quota superiore al 30%, dobbiamo dedicarci a riposizionare la nostra produzione sui mercati internazionali, riattivando quei territori dove siamo stati a lungo protagonisti. Occorre ricreare spazi per il cinema italiano a cominciare dall’Europa e realizzare un paio di grandi manifestazioni per ridare fiato alle esportazioni». Ferrari sottolinea la disponibilità dell’Anica a ragionare su questa nuova società da costituire: «Chi dovrebbe farne parte? Anica, Api, rtutti i soggetti che lavorano sull’audiovisivo, Cinecittà Holding, i ministeri e gli enti interessati… Siamo aperti a discutere, senza preclusioni: l’importante è ritrovare spazi sui mercati esteri».
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