Dura presa di posizione dell’Anec, l’associazione nazionale esercenti cinematografici, contro l’introduzione di una “imposta di scopo” – a sostegno del cinema italiano – sul biglietto cinematografico ventilata dal ministro Rocco Buttglione sabato scorso alla Mostra di Venezia. Proprio dal Lido il Consiglio di presidenza Anec ribadisce infatti (a distanza di qualche anno da un’analoga proposta) la “netta contrarietà” dell’esercizio cinematografico a questa tassa che dovrebbe sopperire al decremento di risorse del Fondo Unico per lo Spettacolo negli ultimi anni. In un comunicato il presidente Anec Walter Vacchino ha dichiarato che “eventuali maggiori fondi necessari al sostegno della produzione nazionale non possono incidere sull’economia delle sale cinematografiche, che già contribuiscono per circa il 50% del fatturato a remunerare produzione e distribuzione, e che dal FUS ricevono un sostegno marginale, a fronte dei rilevanti investimenti effettuati negli anni per il rinnovo dell’esercizio (1 miliardo di euro circa). Senza contare l’ulteriore rischio di ripercussioni negative sulle politiche dei prezzi a favore dello spettatore.Una riflessione sull’allargamento delle risorse complessive di sistema – ha proseguito Vacchino – non può che coinvolgere altri operatori, quali il sistema televisivo, la telefonia mobile e Internet, che traggono (o trarranno) proventi dall’utilizzo dei film nei diversi segmenti di sfruttamento, soprattutto in termini di raccolta pubblicitaria, senza l’obbligo di reimmettere risorse nel sistema cinema”.
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