Anec: inaccettabile la proposta Api di un prelievo sui biglietti

“Totale contrarietà e opposizione” esprime l’Associazione nazionale esercenti cinema, alla proposta dell’Api (associazione autori e produttori indipendenti), di introdurre un prelievo sul biglietto del cinema, da finalizzare al sostegno del prodotto italiano. “Scorretto è collegare questo strumento all’abolizione dell’imposta sugli spettacoli, di cui hanno beneficiato tutti i settori dell’industria cinematografica e non certo solo l’esercizio. Fuorviante è, nella sua imprecisione, il riferimento ad altre legislazioni, in particolare a quella francese di cui va sinteticamente ricordato che il prelievo al botteghino viene, di fatto, ristornato alle sale, mentre, altrettanto di fatto, la produzione è sostenuta grazie al ben più consistente prelievo sull’home video e le reti televisive.” La proposta di un prelievo sul biglietto del cinema sarà inoltre soggetta, per l’Anec, a “censure connesse all’inammissibilità costituzionale di imposte di scopo, ai rilievi dell’Unione Europea così come delle organizzazioni del commercio internazionale (WTO e consimili).” Secondo gli esercenti si avrebbe anche come effetto “un aumento del prezzo dei biglietti, con conseguente negativa ricaduta sui consumatori e sui livelli di presenze e incassi. La proposta appare controproducente per l’intero sistema, specie ove si consideri che stentano a farsi strada obiettivi più prossimi quali il tax shelter o la riconduzione della legge 122, sugli investimenti tv nel cinema, alla sua funzione e spirito originario.”

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