Arrivato in sala con il peso di un immaginario già fortissimo online, Backrooms sta confermando anche al cinema la portata di un fenomeno nato dal web ma ormai capace di parlare a un pubblico molto più ampio. Il film diretto da Kane Parsons, sviluppato a partire dalla popolare serie di corti pubblicati su YouTube dallo stesso giovanissimo autore, ha intercettato soprattutto gli spettatori più giovani, ma il suo impatto sembra essersi rapidamente allargato oltre il target originario, trasformandosi in uno dei casi più discussi del momento.
Il risultato è particolarmente significativo anche per il mercato italiano. Distribuito da I Wonder Pictures, Backrooms ha raggiunto al 3 giugno 2026 un incasso di 2.734.889 euro, confermando la forza commerciale di un titolo capace di generare conversazione e attenzione ben oltre la propria nicchia di riferimento. Andrea Romeo, a proposito del successo del film e del suo impatto sul mercato italiano, ha commentato: «Siamo molto soddisfatti, ma non sorpresi, del risultato di Backrooms e felici di aver contribuito a portare nelle sale italiane un film così sorprendente, capace di intercettare lo spirito del tempo, le ansie e le paure di un’intera generazione e di rivelare nel suo giovanissimo autore un talento da tenere d’occhio».
Ha poi aggiunto: «Certamente, il pubblico giovane e già appassionato è stato il primo motore del successo, ma è evidente che l’impatto culturale del fenomeno Backrooms ha superato ampiamente i confini del suo target di riferimento originario: non è più solo un fenomeno virale e social – anche se sui social, comunque, in questi giorni sembra che non si parli di altro – ma ha trovato ampio spazio sulla stampa, nei podcast, in tv, nei media generalisti e nelle conversazioni di chi fino a pochi mesi fa non ne aveva mai sentito parlare. Il successo di Backrooms dimostra anche che oggi le nuove forme di racconto nate online non sono un mondo separato dal cinema, ma uno dei luoghi in cui il cinema stesso continua a reinventarsi. E dimostra anche che il pubblico è molto più curioso e trasversale di quanto spesso immaginiamo. Quando un film intercetta qualcosa di autentico e contemporaneo, le etichette generazionali smettono di contare e la conversazione si allarga naturalmente».
Un dato, quello di Backrooms al box office italiano, che si inserisce in un momento importante per la società di distribuzione, reduce anche da altri risultati prestigiosi per I Wonder: «Non è un caso che riusciamo a fare esprimere i film in questo modo anche sul mercato italiano. Backrooms arriva dopo gli ottimi risultati di Marty Supreme e The Drama – Un segreto è per sempre, e questi successi certificano come, dopo molte sperimentazioni e tanto lavoro su questo tipo di prodotto, abbiamo trovato ormai il giusto passo. Per questo, sento sicuramente di dover ringraziare Emanuela Ceddia come Vice President di I Wonder Pictures e il suo team marketing e Benedetta Caponi e l’ufficio commerciale per il lavoro preciso e intelligente che applicano su ogni titolo. E un ringraziamento va ovviamente anche all’esercizio, le sale cinematografiche, che ormai hanno compreso la nostra forza commerciale e comunicativa e ci sostengono ogni volta con programmazioni attente e strutturate su misura per noi».
Intanto, negli Stati Uniti, il film di Kane Parsons ha già riscritto la storia di A24. In appena cinque giorni Backrooms è diventato il maggiore incasso domestico di sempre per lo studio, superando Marty Supreme, fermo a 96 milioni di dollari in Nord America. Martedì il film ha raggiunto quota 97,7 milioni di dollari ed è atteso oltre la soglia dei 100 milioni nel corso delle prossime ore. Il tutto dopo un debutto da 81,4 milioni di dollari nel weekend d’apertura, miglior esordio di sempre per A24, con Parsons, 20 anni, diventato il più giovane regista capace di conquistare la vetta del box office domestico. A rendere ancora più evidente la portata del risultato è il rapporto con il budget: Backrooms è costato 10 milioni di dollari e ha già superato il precedente record interno dello studio.
Nel cast del film figurano Chiwetel Ejiofor, nei panni di un architetto fallito che scopre una serie infinita di stanze nel negozio di arredamento che gestisce, e Renate Reinsve, che interpreta la sua terapeuta. Tra i produttori ci sono Chernin Entertainment, anche co-finanziatrice, Blumhouse-Atomic Monster e 21 Laps. Dopo il primo weekend, nel quale metà degli spettatori aveva meno di 25 anni e il 75% era sotto i 35, Backrooms sarà ora chiamato a misurare la propria tenuta con l’arrivo in sala di Masters of the Universe e del nuovo Scary Movie, mentre il suo successo continua a confermare il peso crescente dei fenomeni digitali nel cinema contemporaneo.
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