La crisi economica che tocca individui e rapporti; la solitudine, spesso conseguenza della crisi; i fondamentalismi, intesi non solo come religiosi ma anche economici e politici che proprio il film d’apertura della Mostra, ‘The Reluctant Fundamentalist’ di Mira Nair, racconta. Questi i temi principali della 69/a edizione del Festival di Venezia (29 agosto – 8 settembre) a detta del direttore Alberto Barbera. Illustrando il cartellone della manifestazione, il direttore ha svelato il film di chiusura, ‘L’homme qui rit’ di Jean-Pierre Ameris, adattamento del romanzo omonimo di Victor Hugo interpretato da Gerard Depardieu e Emmanuelle Seigner, fuori concorso, seguito da un altro film, a detta di Barbera altrettanto importante: ‘Enzo Avitabile Music Life’, documentario sul famoso musicista napoletano diretto da Jonathan Demme, anch’esso fuori concorso. «E’ un programma, quello che abbiamo composto, che si prende qualche rischio tra concorso, fuori concorso e Orizzonti – ha spiegato Barbera – tra nomi attesi e grandi maestri. Ma ci sono anche registi meno noti e sconosciuti che vengono da paesi ignorati da distribuzione e privi di una tradizione cinematografica che si affacciano ora al cinema. E’ il caso del primo film dal Nepal, del primo lungometraggio dell’Arabia Saudita diretto da una donna sulle discriminazioni femminili. Abbiamo dedicato un’attenzione particolare al nuovo cinema internazionale che sta emergendo. Non abbiamo potuto invitare tutti, ma stiamo seguendo paesi come Guatemala, Indonesia, Malesia e puntiamo in questi prossimi anni a recuperare la vera mission dei festival, quella della ricerca di nuovi linguaggi ed estetiche, per non adagiarsi solo sull’omaggio di un cinema già affermato e conosciuto». © RIPRODUZIONE RISERVATA In caso di citazione si prega di citare e linkare boxofficebiz.it