In un incontro con l’amministratore unico di Cinecittà Holding e direttore generale Cinema, Gaetano Blandini, una delegazione dell’Anac ha chiesto un ruolo più attivo per Istituto Luce e Filmitalia: «Noi partiamo – si legge in un comunicato – dalla necessità di mantenere alle società inquadrate da Cinecittà Holding la massima autonomia al fine di consentirne la migliore espressione e incidenza nei due grandi settori che devono vederle sempre più protagoniste: la distribuzione del cinema italiano di qualità e la promozione del cinema italiano all’estero». A Proposito del Luce, l’Anac ritiene essenziale che «si potenzi al massimo l’archivio e le attività ad esso connesse ma soprattutto si sviluppi l’attività di produzione e distribuzione del cinema italiano di qualità e ricerca in modo da consentire la creazione di quello che l’ANAC ha sempre voluto e indicato come “terzo polo” nazionale che limiti il potere assoluto oggi detenuto da 01 e Medusa. In questo senso riteniamo oltremodo riduttiva e deviante la limitazione dei film da distribuire alle opere prime e seconde come si è tentato ripetutamente di fare nella passata gestione». Passando a Filmitalia «riteniamo fondamentale che si riducano le spese creando un consiglio di amministrazione operante a titolo gratuito, ma al tempo stesso vengano tutelati i lavoratori e garantite le presenze di operatori e professionalità formati in anni di lavoro intelligente e apprezzato in tutto il mondo. In questo senso riteniamo essenziale anche il mantenimento della presidenza a Irene Bignardi. Mentre per la partecipazione finanziaria ci adopereremo per un’entrata minoritaria ma forte delle organizzazioni imprenditoriali del nostro cinema».
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