L’Anac, Associazione Nazionale Autori cinematografici, ha pubblicato un volume intitolato “Lo Stato delle cose – Vizi privati, pubbliche virtù nel cinema italiano” in vendita in edicola a 3 euro, allegato al quotidiano ‘L’Unità’ fino al 25 maggio. Il libro, scritto da Salvatore Pecoraro, Alessandro Rossetti, Nino Russo e Pasquale Scimeca, introdotto dal presidente dell’Anac Ugo Gregoretti, mira a fornire dati e metodologie di analisi per una valutazione obiettiva del finanziamento pubblico al cinema, lungo un arco temporale di dieci anni, dal 1995 al 2004. «Se vi dicessero che per ogni 100 euro che lo Stato italiano spende per il nostro cinema, gliene rientrano, sotto varie forme, a vario titolo e in tempi diversi, circa 200, ci credereste? È questo il paradosso che viene fuori dal nostro progetto di libro bianco sulla realtà economica del cinema italiano» scrive Nino Russo. Il volume in particolare mette in evidenza la differenza tra i finanziamenti deliberati dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e quelli effettivamente erogati dalla BNL. Si propone inoltre il calcolo del tempo di recupero dell'”investimento pubblico” (pay-back period), lungo tutta la filiera (produzione, distribuzione, esercizio, industrie tecniche, TV), evidenziando che il rientro dello Stato non proviene esclusivamente dall’incasso al box office dei film finanziati ma da un flusso finanziario derivante da imposte dirette e indirette e da contributi. Il volume analizza anche effetti e ricadute occupazionali del finanziamento pubblico al cinema.
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