Il rapporto tra istituzioni e mondo del cinema preoccupa l’Anac. L’associazione nazionale degli autori cinematografici afferma infatti che «oltre agli annunciati e pesanti tagli alle risorse – tagli che comporteranno la chiusura di un numero considerevole di aziende operanti nel settore e finiranno per mettere in ginocchio l’intero comparto cinematografico – e alla ventilata introduzione, nei fatti, della censura preventiva, è invalsa la consuetudine, da parte delle Istituzioni, di affidare a “portavoci” l’annuncio di misure che incideranno in maniera sostanziale sul cinema, come la recente, scarna, comunicazione della prossima creazione di una non meglio specificata “Agenzia per il cinema”». Per l’associazione si abolisce, così, «di fatto, la prassi democratica di consultazione con le categorie interessate, tanto più necessaria in un momento, come quello che stiamo attraversando, drammatico non solo per il cinema ma per tutta la cultura italiana».
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