Duro attacco dell’Anac, l’associazione degli autori cinematografici, alla “nuova” Cinecittà Holding. In un comunicato, infatti, s ilegge che «sono state compiute due operazioni inaccettabili e pericolose. La prima consiste in una sorta di colpo di mano compiuto a Cinecittà Holding dove si è provveduto ad alcuni cambiamenti radicali di assetto senza alcuna consultazione con le organizzazioni degli autori, dei produttori, dei sindacati di categoria ma anche senza l’elementare trasparenza in uso in un paese democratico. Sono state così assorbite il Luce e Film Italia nella prospettiva di un ulteriore “sposalizio” con il Centro Sperimentale di Cinematografia e la Direzione cinema del Ministero. Si delinea dunque, la costituzione di un’agenzia generale legata al governo che andrebbe a sostituire il progetto di costituzione di quel Centro nazionale cui lavorano da anni le forze politiche e cinematografiche». L’Anac fa riferimento anche al nuovo cda: «Insieme a un presidente e a un amministratore delegato di indubbia e riconosciuta competenza, sono stati chiamati tre sconosciuti assolutamente lontani dal cinema ma, si suppone, vicini al Ministro e alla maggioranza politica di cui fa parte». L’Anac contesta anche il taglio di 100 milioni di euro sul Fus «malgrado tutte le garanzie e le assicurazione dateci dal Ministro che ancora pochi mesi fa e reiteratamente si era impegnato al reintegro del FUS ai livelli del 2008».
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