Per Gianni Amelio la competitività dei festival è superata: «Il concorso va abolito, è un modello antico e fuori dal tempo, la strada è quella segnata dal festival di Toronto. Il sistema delle corse ai cavalli mi annoia, la Mostra di Venezia non è un ippodromo». Il regista e direttore del Torino Film Festival lo dichiara al ‘Corriere della sera’. Amelio, vincitore del Leone d’Oro a Venezia nel 1998 per ‘Così ridevano’ ha continuato: «Quando presi il Leone d’Oro è chiaro che un’emozione ce l’avevo, ma quando uscì nelle sale non fu aiutato. Era un film difficile, come lo sono quelli che spesso vincono. Con ‘Lamerica’ e ‘Le chiavi di casa’ non ottenni nulla ma raggiunsero una platea molto più vasta». Commentando l’assenza di premi per il film di Marco Bellocchio, al festival con ‘Bella addormentata’, Amelio ha dichiarato: «È Venezia che ha bisogno di Bellocchio, non il contrario, lui resta uno dei maggiori registi europei. Lasciamo stare lo sciovinismo di ritorno, non è vero che se il cinema italiano non vince è in crisi, il film di Francesca Comencini è bellissimo». Per Amelio, sono altri i festival che hanno bisogno del concorso: «La gara è utile per i giovani. Posso spezzare una lancia per il mio Festival di Torino? È una gara tra debuttanti. Si dà un premio in denaro: la scorsa edizione vinse un film islandese costato 40mila euro, il premio è di 30mila euro, e si ha la possibilità di lavorare dopo»•
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