Il 2026 di AMC Theatres, la catena cinematografica più grande al mondo per numero di sale (e che tramite la holding e Odeon Cinemas Group controlla anche il circuito UCI Cinemas in Italia) si è aperto con un obiettivo chiaro: agganciare una ripresa più robusta del box office dopo un 2025 definito da un andamento altalenante e da una domanda che, nell’ultimo trimestre, ha dato segnali di raffreddamento. I numeri appena comunicati dalla capogruppo AMC Entertainment Holdings mostrano un quadro in cui la società cerca di contenere le perdite e, nello stesso tempo, di spingere su leve commerciali capaci di sostenere l’incasso medio e l’esperienza in sala.
Nel quarto trimestre, AMC Entertainment Holdings ha registrato ricavi complessivi pari a 1,28 miliardi di dollari, in calo dell’1,4% rispetto agli 1,3 miliardi di dollari dello stesso periodo dell’anno precedente. Il dato si intreccia con l’elemento più evidente: l’affluenza totale nei cinema del gruppo, tra Stati Uniti e mercati internazionali, è scesa di quasi il 10%, attestandosi a 56,3 milioni di spettatori. La contrazione non è uniforme: negli Stati Uniti le presenze sono diminuite del 7,5% a 39,7 milioni di spettatori, mentre all’estero il calo è stato più marcato, vicino al 15%, con 16,5 milioni di biglietti venduti.
Sul fronte della redditività, la società segnala un miglioramento contenuto ma significativo rispetto all’anno precedente. La perdita netta del trimestre è stata di 127,4 milioni di dollari, contro i 135,6 milioni del quarto trimestre dell’anno precedente. Anche la perdita diluita per azione si è ridotta, passando da 35 centesimi a 25 centesimi. La dinamica è coerente con ricavi operativi in flessione nelle aree principali: gli incassi da biglietteria sono scesi a 701,6 milioni di dollari, rispetto ai 721,4 milioni di un anno fa; anche la voce food & beverage è arretrata, a 436,5 milioni di dollari contro i 446,2 milioni registrati nello stesso periodo del 2024.
In questo contesto, AMC continua a puntare sui formati premium come strumento per differenziare l’offerta e sostenere la spesa per spettatore, spingendo su sale e schermi a elevato valore percepito. La catena segnala una strategia concentrata su auditorium “immersivi” e soluzioni tecnologiche come Imax, Dolby Cinema, iSense, XL e schermi dotati di proiezione laser, con l’idea di rendere più appetibile l’esperienza in multiplex anche quando la disponibilità di titoli forti non è costante.
La prospettiva, almeno nelle parole del CEO Adam Aron, è che la situazione possa migliorare grazie a un aumento delle uscite da parte degli studios nel 2026 e oltre. Aron collega l’ottimismo a un primo indicatore stagionale: secondo quanto riportato, il box office nordamericano di gennaio sarebbe stato circa il 16% avanti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre la crescita in Europa sarebbe stata “ancora più significativa”. La tesi è semplice: più titoli in calendario e una partenza d’anno incoraggiante dovrebbero sostenere la domanda e ridurre la pressione sui risultati.
Resta però centrale la questione finanziaria. Lunedì, AMC Entertainment Holdings ha comunicato che una controllata, Muvico LLC, ha avviato un’offerta da 1,73 miliardi di dollari in obbligazioni garantite di primo grado con scadenza 2031, nell’ambito delle iniziative di rifinanziamento del debito. In parallelo, la società ha anche annunciato di recente un accordo per vendere fino a 150 milioni di dollari di azioni ordinarie di classe A, con l’obiettivo di affrontare l’elevato carico di debito ereditato dal periodo pandemico. La call con gli analisti sui conti del quarto trimestre è prevista per martedì, dopo la chiusura dei mercati.
Fonte: AMC
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