Alice Rohrwacher e Our Films al lavoro su Il barone rampante

La regista adatterà il romanzo di Italo Calvino con la società di Mario Gianani e Lorenzo Mieli
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Alice Rohrwacher porterà sul grande schermo Il barone rampante di Italo Calvino. La regista, candidata all’Oscar e già premiata a Cannes, adatterà e dirigerà una nuova versione cinematografica del romanzo pubblicato nel 1957 e vincitore del Premio Viareggio. Il progetto nasce con Our Films, la società dei produttori Mario Gianani e Lorenzo Mieli, reduce dal passaggio a Cannes di Fatherland di Paweł Pawlikowski, premiato per la miglior regia. Il romanzo di Calvino segue la storia del giovane barone Cosimo, stanco del proprio ruolo e vessato dalla sorella maggiore, che decide di salire su un albero e non mettere mai più piede a terra. Esiste un solo precedente adattamento cinematografico dell’opera di Calvino: Il cavaliere inesistente, diretto da Pino Zac nel 1969.

Per Rohrwacher si tratta di un nuovo progetto letterario in una fase particolarmente intensa della sua carriera internazionale. La regista è attualmente impegnata nella lavorazione dell’adattamento di Three Incestuous Sisters, romanzo di Audrey Niffenegger, con Dakota Johnson, Saoirse Ronan, Jessie Buckley e Josh O’Connor nel cast. A Cannes aveva già presentato Corpo celeste alla Quinzaine des Réalisateurs, Le meraviglie, vincitore del Grand Prix, Lazzaro felice, premiato per la miglior sceneggiatura, e La chimera, in concorso nel 2023. Nel 2023 era stata candidata all’Oscar per il cortometraggio Le pupille, distribuito da Disney+.

Il progetto conferma anche la linea produttiva di Our Films, realtà controllata da Mediawan e sempre più orientata a film d’autore in lingua non inglese o inglese con ambizione internazionale. Gianani e Mieli lavorano su un modello costruito con Mubi, basato su una rete di partner europei, accordi territoriali e una struttura pensata per ridurre il rischio sui film più complessi da finanziare e distribuire. Mieli ha sintetizzato così l’obiettivo della società: «Stiamo cercando di massimizzare lo spazio per i film specializzati. L’obiettivo è raggiungere il pubblico specifico in ogni Paese». Gianani ha aggiunto: «Dobbiamo trovare soluzioni. Siamo pragmatici e troviamo soluzioni finanziarie e con Mubi abbiamo inventato un modello che prima non esisteva».

Lo stesso metodo è stato applicato a Fatherland, nato dall’incontro tra Our Films e Pawlikowski. Dopo aver letto The Magician, la biografia di Thomas Mann firmata da Colm Tóibín, Gianani ha spiegato: «Dopo aver letto il libro, la prima persona a cui abbiamo pensato è stata Paweł. Ha letto il libro in due giorni». Il produttore ha poi motivato la scelta del regista ricordando il suo lavoro su Limonov: The Ballad of Eddie: «Con Limonov, ha trasformato una grande biografia in una sceneggiatura fantastica. La sua capacità di sintetizzare la complessità è straordinaria».

Our Films ha inoltre in preparazione con Mubi Let Love In, con Luca Marinelli e Charlotte Vandermeersch, diretto da Felix van Groeningen. Tra gli altri titoli recenti figurano anche la serie HBO Max Portobello di Marco Bellocchio e Non abbiamo bisogno di parole, adattamento italiano del francese La famiglia Bélier.

Fonte: Deadline

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