Al via l’European Film Market 2026

Grande attesa per questa edizione, in calendario dal 12 al 18 febbraio 2026 all’interno della 76ª Berlinale
european film marketCr. Sean Gallup/Getty Images

Con l’apertura dell’European Film Market, Berlino torna a misurare la temperatura dell’industria internazionale nel primo appuntamento commerciale dell’anno, in calendario dal 12 al 18 febbraio 2026 all’interno della 76ª Berlinale. In un contesto in cui il mercato statunitense continua a mostrare prudenza e selettività, l’avvio dell’EFM si presenta però con segnali che diversi operatori leggono come incoraggianti: la tenuta del box office fuori dagli USA, l’abbondanza di “pacchetti” trainati da star e l’ingresso di nuovi buyer e nuovi player nella distribuzione indipendente.

Il tema del tempismo, tradizionalmente associato alla collocazione del mercato di metà febbraio, è centrale anche nelle parole della direttrice dell’EFM Tanja Meisner, che al The Hollywood Reporter sottolinea come Berlino benefici dell’essere il primo snodo dell’anno: «Siamo il primo mercato dell’anno, i buyer internazionali arrivano qui con le tasche piene». E aggiunge: «[L’EFM] è tradizionalmente un mercato forte per le prevendite, perché i buyer a Berlino sono davvero affamati». La cornice resta quella di una Berlinale segnata dal clima rigido, ma con un calendario che, dal punto di vista degli affari, consente ai compratori di muoversi quando i budget non sono ancora stati assorbiti da altri appuntamenti.

Sul fronte delle vendite, alcuni esempi recenti vengono citati come termometro della possibilità di far funzionare progetti indipendenti con il giusto posizionamento, anche in un quadro complessivamente complesso. In particolare, vengono richiamati incassi internazionali consistenti per titoli indie di diversa scala, dal caso di The Housemaid di Lionsgate (268 milioni di dollari worldwide) a Marty Supreme di A24 (126 milioni), fino a risultati solidi come Nuremberg di SPC (42 milioni) e The Monkey di Neon (70 milioni). A sostenere l’ottimismo è anche la disponibilità di pacchetti ad alto profilo, con progetti che coinvolgono nomi come Sydney Sweeney, Kate Hudson, Chris Hemsworth e Zoe Saldana tra le proposte più “calde” sul terreno delle prevendite.

Se i mercati internazionali appaiono reattivi, la partita USA resta più difficile. La presenza a Berlino di film finiti ancora in cerca di distribuzione americana è letta come indice di una maggiore avversione al rischio da parte dei buyer domestici, orientati a chiedere materiali conclusi, piani marketing dettagliati e, in alcuni casi, a rimandare le decisioni fino all’uscita delle recensioni. In parallelo, l’incertezza non ha impedito l’arrivo di nuovi attori: oltre ai nomi emersi di recente nella distribuzione indie, viene segnalato anche l’esempio di Markiplier (Mark Edward Fischbach), che con il debutto auto-distribuito Iron Lung ha superato i 20 milioni di dollari worldwide a oggi. Un segnale che, per diversi venditori, indica un rinnovato appetito e la ricerca di modelli alternativi.

Gli stessi temi – riposizionamento del mercato, cautela dei buyer, ricerca di nuovi spazi e attenzione a contenuti distintivi – sono approfonditi anche in un’intervista a Tanja Meisner pubblicata sul numero di febbraio di Italian Cinema, disponibile in PDF.

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