Aip dentro Cinecittà Holding, non più come società controllata ma come divisione interna. È questa l’indicazione che circola con insistenza da giorni. E che Gaetano Blandini, direttore generale per il cinema del Ministero per i Beni Culturali, conferma a e-duesse. “La decisione è frutto di un pieno accordo tra ministro azionista, direzione generale e cda di Cinecittà Holding. Non c’è nessuno scandalo: Aip, così come Cinecittà Diritti, saranno chiuse come società controllate per diventare divisioni interne: in un momento di gravi difficoltà finanziarie per i noti tagli, è l’unico modo per razionalizzare i costi. Ad Aip, che riceve dallo Stato 1,7 milioni di euro all’anno (ma cercheremo di apportare qualche altro piccolo intervento in futuro), solo 900.000 euro sono di spese tra personale, uffici, consumi, senza contare la costosa contabilità dovuta alla presenza di un partner come Fiera Milano quotato in Borsa. Con l’assorbimento in Cinecittà Holding si potranno risparmiare risorse importanti, almeno per 500.000 euro, da investire in attitività internazionali”.È proprio al rapporto con Fiera Milano si deve uno dei tre obiettivi non raggiunti da Aip, secondo Blandini: “Il socio Fiera doveva apportare un altro 1,7 milioni di euro al budget. Gli altri obiettivi erano la partecipazione dell’Ice, per almeno 7/800.000 euro come in passato in Italia Cinema, e trovare sponsor privati. Purtroppo, nessuno dei tre obiettivi è stato raggiunto. Non accuso i responsabili della società, i motivi possono essere tanti. Quello che posso assicurare è che saranno salvaguardate le professionalità interne: nessuno verrà licenziato, per capirci. E anzi, i professionisti di Aip potranno lavorare con maggiore velocità sulle importanti iniziative in programma”.
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