Agis Lombardia: Fiorenzo Grassi, la nostra Regione perderà oltre 36milioni di euro in cultura

“Saranno circa 36 milioni, a cui si devono aggiungere i tagli agli enti locali, gli euro che la Regione Lombardia, settore spettacolo, perderà nel 2005 a causa dei tagli al Fondo unico per lo spettacolo, mentre lo scorso anno il budget destinato alla regione è stato di circa 90 milioni”. Con queste parole il presidente di Agis Lombardia Fiorenzo Grassi ha commentato oggi a Milano l’emergenza “tagli al Fus” deliberati dal Governo nell’ambito della Legge Finanziaria. L’incontro, che si è tenuto alla sede regionale lombarda dell’Associazione, è stato organizzato alla vigilia dello sciopero del settore previsto domani, in concomitanza del quale si terrà a Roma anche una manifestazione di protesta degli operatori del mondo dello spettacolo. “Con un taglio così drastico – ha continuato Grassi – non solo si bloccano numerosi progetti culturali già approvati della Regione Lombardia, ma si prevede che almeno 15.000 lavoratori del settore rimarranno disoccupati. Il mio auspicio è che il Governo non ponga ‘aggiustamenti’ al Fus, ma lo reintegri totalmente almeno ai livelli del 2004, giacché nel 2005 lo aveva già ridotto. Gli operatori devono anche sforzarsi di essere propositivi per non crollare definitivamente”. All’incontro era presente anche Francesco Cardin, presidente di Anec Lombardia, che ha sottolineato che l’esercizio “indirettamente toccato dai tagli, parteciperà per solidarietà nei confronti della distribuzione e della produzione allo sciopero e alla protesta. Del settore esercizio – ha sottolineato Cardin – sono le sale d’Essai a fare le spese con i tagli al Fus”. Dal punto di vista della produzione cinematografica, si è espresso Lionello Cerri (Lumiére e Anteo) specificando che “dei 50 milioni scarsi che arriveranno al settore cinema dopo i tagli annunciati, solo una ventina saranno destinati alla produzione – contro i 75 milioni del 2004/2005 recuperati grazie ai rientri – il che permetterà la realizzazione di non oltre 7 o 8 film. Con questo provvedimento, il Governo sta rovinando lo spettacolo e la cultura in Italia. A questo punto – ha continuato Cerri – diventa fondamentale che anche nel nostro Paese come accade in altri, soprattutto in Francia, si crei un sistema che si autoalimenti anche con le defiscalizzazioni, altrimenti è collasso totale”. Da parte delle istituzioni locali, era presente l’Assessore alla cultura della Provincia di Milano Giovanna Benelli, che ha dichiarato che “la battaglia non è solo per la sopravvivenza della cultura in Italia ma di quella degli enti locali stessi, gravati da tagli pesanti. Il rischio è quello di un Paese ammalato di sottoccupazione cronica”. All’incontro erano presenti anche artisti, che hanno deciso di sostenere attivamente le iniziative di protesta, come Lella Costa, Giulio Bosetti, Ottavia Piccolo e Silvio Soldini.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
In caso di citazione si prega di citare e linkare boxofficebiz.it