“Desidero ringraziare molto, a nome di tutte le attività associate, il ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giuliano Urbani e tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, che hanno, con energia ed efficacia, difeso l’integrità del Fus in una situazione obiettivamente difficile”. Così dichiara Alberto Francesconi, presidente dell’Agis, commentando l’evitato taglio al Fondo unico per lo spettacolo precisando però che con lo “scampato pericolo” non finiscono le preoccupazioni dell’Agis. “Devo peraltro rilevare – continua Francesconi – che non tutti i rischi sono superati e che la già ventilata entità della prossima legge finanziaria, circa 30 miliardi di euro, ripropone intatti tutti i timori appena vissuti. Come ha prestigiosamente ricordato il maestro Muti, lo spettacolo non può continuare a vivere di oboli e di questo grave problema l’Agis continua a farsi carico, come ha fatto ancora di recente nella “Vertenza Spettacolo”, insistendo affinché i finanziamenti pubblici al settore, già ai minimi accettabili, siano resi certi e progressivamente adeguati e affinché sia istituito un tavolo permanente di lavoro tra istituzioni e categorie per la riforma del Fus. Nessuno può dimenticare che, nella sfida globale, le attività di spettacolo, con le loro 15 mila imprese e i 200 mila addetti, rappresentano un settore strategico per il Paese, insieme ai Beni Culturali e al Turismo, in termini di immagine internazionale, di sviluppo della qualità della vita, di ritorno economico per lo Stato e di occupazione”.
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