Tirata per la giacca in una nuova confederazione unitaria del cinema, l’Agis si defila. A seguito di ripetuti inviti all’unità, soprattutto l’altro giorno al convegno di Univideo, con Anica e la stessa Univideo, Alberto Francesconi precisa che i tempi non sembrano maturi. Il presidente dell’associazione dello spettacolo dichiara infatti a e-duesse: “Siamo d’accordo nell’affrontare insieme argomenti importanti per il settore come la pirateria o le window. Mi sembra però prematuro parlare di una federazione. Lo auspico, come noto: tempo fa proposi che da Agis e Anica nascesse Federcinema. Ma prima bisogna superare contrasti e personalismi. Certo, è importante che i vari comparti di un settore malandato come il cinema si muovano insieme: se il settore soffre ne risentono tutti, produttori, esercenti, distributori… Ma prima di un’unificazione occorre un dialogo serrato su temi concreti”.L’Agis è da tempo in polemica con il governo per i tagli al Fondo Unico per lo Spettacolo (ma fra i tagli annunciati nel decreto sull’Irap per il triennio 2005-2007, la quota per il 2005 è stata cancellata) e ora anche con Confindustria per il mancato sostegno alla vertenza spettacolo: “Manca una coscienza civile dello spettacolo, che viene considerato come un aspetto frivolo: abbiamo annunciato per questo gli Stati generali dello spettacolo, che si svolgeranno durante il festival di Venezia, insieme ai sindacati. Dopo la proposta della prima fase della vertenza Spettacolo, e dopo il momento della protesta, passeremo alla denuncia”.
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