Agis: Consulta fa chiarezza nel rapporto stato-regioni sul cinema

“L’Agis e le categorie del comparto cinema che essa rappresenta (Anec, Api, Acec, Fice) confidano in un pronto ed efficace intervento che riconduca a razionalità il sistema evitando ogni prolungata interruzione dell’azione amministrativa e le conseguenze e gli effetti che certamente non sono all’origine della sentenza della Suprema Corte”. Così si esprime l’Agis in una lettera – in merito alla recente sentenza della Consulta sul cosiddetto “decreto Urbani” per il cinema – inviata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, ai presidenti del Senato e della Camera Marcello Pera e Pier Ferdinando Casini, al ministro per le Attività Culturali Rocco Buttiglione, al ministro per gli Affari Regionali Enrico la Loggia e alla Conferenza Stato-Regioni. Nella lettera la sentenza viene definita “un importante momento nei rapporti Stato–Regioni in materia di attività cinematografica”. “Punto essenziale della sentenza – si legge nella lettera – è l’aver affermato che la cinematografia è settore a competenza ripartita tra Stato e Regioni, ma che esistono altresì forti e sicuri elementi che esigono una gestione unitaria a livello nazionale”. Pur essendo “condivisibile” il principio di un necessario recupero del ruolo delle regioni in termini di strumenti concertativi, la sentenza – continua l’Agis – contiene un effetto “devastante” in quanto “implica l’inefficacia dei decreti attuativi della norma delegata, che sono la base fondante dell’attività del ministero per le Attività Culturali e che rappresentano il punto di riferimento della corrente e quotidiana attività imprenditoriale e culturale del settore”. Di conseguenza, è motivato l’allarme e lo sconcerto degli operatori, “che vedono compromesse le iniziative in corso e quelle avviate sulla base del legittimo affidamento della efficacia di norme ora decadute, per motivi che, tra l’altro, appaiono procedurali più che di sostanza”, anche alla luce della congiuntura critica vissuta dal settore. “Nel rispetto del pronunciamento della Corte” conclude l’Agis, “tutte le componenti della Repubblica – Stato e Regioni e loro organi – non possono esimersi dal sanare la questione in termini di assoluta tempestività, intervenendo con gli strumenti che l’ordinamento consente e assicura”.

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