AFIC, Associazione Festival Italiani di Cinema che riunisce 126 manifestazioni tra festival, rassegne e premi, è stata ricevuta il 3 marzo 2026 in audizione presso la VII Commissione (Cultura) della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge C. 2360 Schlein, C. 2578 Mollicone e C. 2731 Amato, tutte dedicate a nuove disposizioni in materia di cinema. L’associazione ha consegnato una memoria scritta con richieste e proposte considerate urgenti per la filiera della promozione, in vista dei progetti di legge sul cinema e l’audiovisivo.
Nel testo, AFIC sottolinea di rappresentare non solo le proprie manifestazioni ma, più in generale, “l’intera filiera della promozione”, descritta come un settore composto da piccole e medie imprese e realtà culturali del Terzo Settore, con una forte componente di lavoro giovanile e volontariato. L’obiettivo dell’intervento, si legge, è dare “voce e dignità” a un comparto che punta alla diffusione culturale e che rivendica continuità lavorativa e riconoscimento istituzionale.
Uno dei passaggi centrali della memoria riguarda la percepita marginalità della Promozione nelle proposte legislative in discussione. AFIC segnala «la quasi totale assenza di attenzione al comparto della Promozione», con l’eccezione indicata in AC 2578 Mollicone, e collega questa mancanza a un tema più ampio: la costruzione dell’identità culturale e la circolazione delle opere. Per sostenere il peso del settore, l’associazione richiama i risultati di un progetto di ricerca biennale realizzato con Ergo Research, Cinetel e CUC – Consulta Universitária di Cinema, con supporto di MiC e SIAE. In base ai rilevamenti CinExpert/Cinetel, nel periodo marzo 2024-febbraio 2025 le visioni di film nell’ambito dei festival italiani sono state 2,1 milioni, con un incremento del 4% sui dodici mesi precedenti. AFIC evidenzia anche il consolidamento del pubblico 15-34 anni, indicato al 60%, e il profilo dello spettatore filo-festival: età media 37,4 anni, alto livello di istruzione (63% laureati), non occupato nel settore audiovisivo (70%) e disposto a spostarsi per partecipare (50% non residente nella città dell’evento).
Sul piano delle proposte, il punto ritenuto prioritario è «la certezza dei tempi dei finanziamenti statali alla Promozione», con finestre predeterminate e fisse per ciascuna annualità: bando con scadenza entro novembre dell’anno precedente e pubblicazione dei risultati entro un massimo di 60 giorni. Tra le altre richieste: triennalizzazione dei contributi con monitoraggio annuale; accesso ai bandi riservato a soggetti con attività continuativa analoga nel triennio precedente; disponibilità della Commissione a svolgere audizioni, con priorità alle nuove istanze; criteri quantitativi misurabili per soglie e assegnazioni, con motivazioni scritte in caso di esclusione; confronto con Regioni, Comuni e Film Commission per uniformare i giudizi; introduzione di un tetto massimo finanziabile per una distribuzione più equa delle risorse.
AFIC chiude ribadendo che senza festival, rassegne e premi diffusi sul territorio «si rischia l’emarginazione completa del cinema indipendente e dei nuovi talenti» e richiama il tema della «desertificazione culturale» come rischio da affrontare anche con strumenti di politica pubblica.
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