Nonostante un quadro segnato da ritardi nei finanziamenti pubblici e da una crescente incertezza organizzativa, il sistema dei festival cinematografici italiani continua a rappresentare un presidio importante per il pubblico, per i territori e per lo stesso esercizio cinematografico. È questa, in sintesi, la fotografia restituita da Sala Festival – L’alternativa per il territorio (e il pubblico), la ricerca aggiornata presentata da AFIC – Associazione Festival Italiani di Cinema insieme a Ergo Research, con il contributo di Cinetel/CinExpert e CUC – Consulta Universitaria di Cinema, il sostegno della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura e della SIAE e la collaborazione di ANICA, ANEC e Italian Film Commission. Lo studio, illustrato a Roma il 9 aprile 2026 al Palazzo dello Spettacolo, sede ANEC, chiude un percorso di indagine sviluppato nel triennio 2023-2025.
Il lavoro AFIC si articola in più moduli e prende in considerazione sia la struttura organizzativa dei festival sia il loro rapporto con l’offerta, il pubblico e il territorio. Sul fronte del monitoraggio diretto, l’invito alla compilazione del questionario è stato rivolto a 115 festival, con una finestra di rilevamento compresa tra la fine di ottobre e dicembre 2025. I festival rispondenti sono stati 46, dato che la ricerca definisce come l’adesione più alta registrata in una singola ondata dall’avvio dei monitoraggi AFIC-Ergo. Il campione racconta manifestazioni longeve, con una media di 24 edizioni e in larga parte a cadenza annuale, segno di una realtà associativa solida e strutturata.
Accanto a questa tenuta, però, emergono con forza le criticità economiche. Il budget medio allocato sull’ultima edizione dei festival coinvolti è pari a 140 mila euro e, per la maggioranza degli intervistati, viene percepito come stabile. Ma la vera questione non è tanto il budget sulla carta, quanto la disponibilità concreta delle risorse. Oltre un festival su quattro segnala ritardi rilevanti su meno del 25% del budget, il 30% denuncia ritardi tra il 25% e il 50%, mentre più del 40% supera questa soglia. Per la metà degli intervistati si tratta di ritardi considerevoli, superiori ai sei mesi. Il punto più critico resta il fronte ministeriale: l’87% segnala difficoltà nei tempi di pubblicazione dei bandi e il 78% in quelli di erogazione delle quote di finanziamento, dato in netta crescita rispetto al monitoraggio precedente. Non a caso, una delle formule usate nella ricerca per sintetizzare il quadro è «Buttare “il cuore oltre il budget” non basta più».

Le criticità segnalate riportano il focus sull’efficienza della macchina ministeriale fondamentale per il buon funzionamento dei Festival. @AFIC
Le conseguenze di questo scenario si riflettono direttamente sull’organizzazione dei festival. La pianificazione resta lunga, con l’85% delle manifestazioni che avvia il lavoro da sei mesi a un anno prima, ma il personale coinvolto diminuisce. Prima dell’evento il numero medio di persone impiegate scende a 24,6, in calo del 12% rispetto al monitoraggio precedente; durante il festival si sale a 48,5, anche in questo caso in lieve diminuzione. A pesare è soprattutto la contrazione delle contrattualizzazioni dirette e dell’apporto dei volontari nella fase preparatoria. In parallelo, il 37% dei festival dichiara di avere dovuto ridimensionare attività per rientrare nel budget, intervenendo soprattutto sul personale coinvolto, sul numero di giornate e sugli ospiti, mentre il numero di opere presentate risulta sostanzialmente meno toccato dai tagli. La riduzione media della durata del festival è di 1,4 giorni.
Sul piano dell’esperienza proposta al pubblico, la presenza fisica si rafforza: il 72% dei festival adotta una formula solo in presenza, mentre la modalità ibrida scende al 28%. Cresce inoltre in modo marcato la gratuità: il 57% prevede accesso gratuito a tutti gli spettacoli (senza registrazione/accredito, mentre diminuiscono sia il biglietto per singola proiezione sia l’obbligo di registrazione. La ricerca sottolinea questo passaggio come un elemento ambivalente: da un lato amplia l’accessibilità, dall’altro indebolisce uno strumento fondamentale di audience development e di mantenimento del contatto con lo spettatore.

@AFIC
La programmazione resta intensa, ma cambia composizione. Nei 24 festival che hanno consentito un approfondimento specifico, la media dei titoli proposti è di 66, con un calo della quota di contenuti più recenti: il 52% è dello stesso anno o dell’anno precedente, mentre il 43% ha più di cinque anni. La finzione rappresenta il 49% dell’offerta, i documentari il 33% e l’animazione il 19%. Sul fronte degli spazi, il 68% delle proiezioni si svolge in normali sale cinematografiche, ma quasi un terzo trova posto in ambienti appositamente attrezzati, confermando la capacità dei festival di portare il cinema oltre i cinema. Crescono anche gli eventi collaterali, con una media di 32,4 per festival, +18% sul 2024-2025: soprattutto incontri fra talent e pubblico, momenti di intrattenimento, laboratori ed eventi kids.
Il dato forse più significativo che emerge dalla ricerca AFIC riguarda però il pubblico. Nel periodo compreso tra il 2021 e il primo semestre del 2025, la ricerca «Sala e salotto» individua 27,6 milioni di italiani over 15 con almeno un’esperienza cinematografica, e dentro questo insieme 2,5 milioni con un pregresso legato a festival o manifestazioni, pari al 9% del totale dei moviegoer. Sul versante degli atti di visione, i dati cumulativi CinExpert parametrati a Cinetel stimano 1,841 milioni di admissions annuali generate dai festival, limitatamente ai lungometraggi. È un volume inferiore rispetto al passato, ma con una composizione anagrafica molto netta: gli under 35 pesano per il 57% del consumo festivaliero e i 15-24enni da soli arrivano al 32%. È qui che la ricerca individua il segnale più forte: il ridimensionamento economico e organizzativo dei festival non ha compromesso il loro rapporto con i giovani, che restano il target di riferimento di un’esperienza ancora capace di fidelizzare il pubblico e di incidere sui territori.

Le 10 tematiche narrative emerse. @AFIC
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