Addio a Vania Traxler, pioniera del cinema d’autore in Italia

Figura decisiva della distribuzione indipendente italiana e protagonista, insieme al marito Manfredi Traxler, della diffusione nel nostro Paese del grande cinema d’autore internazionale, è morta a 89 anni. Il cordoglio di ANICA
vania taxler

È morta a 89 anni Vania Protti Traxler, per tutti Vania Traxler, una delle figure che più hanno inciso nella storia recente della distribuzione cinematografica italiana. Il suo nome resta legato a una stagione in cui il cinema d’autore internazionale uscì dal perimetro dei cineclub per entrare con forza nelle sale tradizionali, raggiungendo un pubblico più ampio e contribuendo a modificare il mercato. Con Academy Pictures, fondata insieme al marito Manfredi Traxler, portò in Italia autori e film che sarebbero diventati centrali nell’immaginario cinematografico degli anni Ottanta e Novanta.

Tra i nomi legati al suo lavoro ci sono Pedro Almodóvar, Wim Wenders, Rainer Werner Fassbinder, Spike Lee, Emir Kusturica, Bertrand Tavernier, Aki Kaurismäki, Agnès Varda, Krzysztof Kieslowski e Baz Luhrmann. Una linea editoriale chiara, costruita su gusto, intuito e capacità imprenditoriale, che contribuì a dare spazio al cinema di qualità in un circuito non più soltanto specialistico. È anche per questo che Vania Traxler è stata ricordata come una delle personalità che hanno saputo “inventare” un nuovo pubblico per il cinema d’autore in Italia.

Tra i film lanciati in Italia ci furono Another Country, primo titolo con Rupert Everett e Colin Firth, Il mio piede sinistro, che consacrò Daniel Day-Lewis, e Creature del cielo, debutto cinematografico di Kate Winslet. A Roma fu legata anche al cinema Alcazar, ricordato come «il primo dove si prenotava il posto a sedere», una sala diventata punto di riferimento per il pubblico del cinema d’autore. Proprio all’Alcazar arrivò anche L’attimo fuggente. Il percorso di Academy Pictures prese forma a Cannes nel 1978, quando Vania e Manfredi Traxler iniziarono a costruire il primo listino della nuova società di distribuzione. Tra le scelte più importanti ci fu Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders.

Anche ANICA ha espresso cordoglio per la sua scomparsa, ricordandone il ruolo nella storia della distribuzione italiana. Il presidente Alessandro Usai ha dichiarato: «Con Vania Traxler perdiamo una delle personalità che hanno maggiormente contribuito ad arricchire il panorama culturale e cinematografico italiano. Il suo lavoro, la sua passione e la sua capacità di anticipare i tempi, coniugando visione, competenza e coraggio imprenditoriale, rappresentano ancora oggi un esempio per l’intera filiera audiovisiva. Alla famiglia e a tutti coloro che le hanno voluto bene giungano le più sentite condoglianze dell’ANICA».

Federica Lucisano, Presidente Unione Produttori ANICA, l’ha ricordata con parole personali: «Vania è stata una grande amica, una donna super intelligente e super divertente. Insieme al marito Manfredi Traxler furono i primi a puntare sul cinema di qualità. Mi lega a lei un affetto antico fatto di tante avventure e di stima reciproca. Nonché un legame ancora più rafforzato dal fatto di aver chiamato mio figlio Manfredi. Ciao Vania, continua ad amarci dal cielo insieme al tuo adorato Manfredi».

Luigi Lonigro, Vice Presidente Vicario ANICA, ha sottolineato il peso industriale e culturale del suo lavoro: «Classe, gusto e coraggio imprenditoriale. Ha aperto il nostro mercato al cinema dei grandi autori internazionali, con particolare attenzione a quelli europei. È stata, insieme a Manfredi, senza alcun dubbio la punta di diamante della distribuzione indipendente italiana del cinema d’autore negli anni Ottanta e Novanta. Un modello e una fonte di ispirazione per chi ha seguito le sue orme».

Prima del matrimonio con Manfredi Traxler, Vania era stata sposata con Merk Ricordi, in arte Teddy Reno, conosciuto per caso in un ristorante. Per lui recitò in una piccola parte in Sanremo-La grande sfida, accanto a Domenico Modugno e Adriano Celentano. Ma è nella distribuzione che il suo nome ha lasciato il segno più profondo: quello di una professionista capace di riconoscere, portare e difendere in sala un cinema internazionale che sarebbe diventato parte essenziale della cultura cinematografica italiana.

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