Marina Cicogna, storica produttrice cinematografica soprannominata la Contessa del Cinema, si è spenta all’età di 89 anni nella sua abitazione romana.
Soprannominata la Contessa del Cinema, Cicogna è stata la prima donna produttrice cinematografica ad essersi affermata in Europa (ma anche nel mondo). Descritta dal New York Times come la “prima grande produttrice cinematografica italiana” nonché una delle “donne più potenti del cinema europeo“, Cicogna ha posto la sua firma sopra alcuni dei più importanti film d’autore del nostro Paese. Tra questi vale la pena ricordare il film diretto da Elio Petri Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, il quale si aggiudicò nel 1971 il premio Oscar per il Miglior film straniero.
Marina Cicogna nasce a Roma il 29 maggio 1934 dal conte Cesare Cicogna Mozzoni e dalla contessa Annamaria Volpi di Misurata. Nipote del conte Giuseppe Volpi di Misurata, fondatore nel 1932 della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, conseguì la maturità classica per poi laurearsi in Arti al Sarah Lawrence College di New York.
Cicogna ha maturato fin da subito una travolgente passione per il cinema e nel 1967 diventa titolare dello studio di produzione e distribuzione Euro International Films, precedentemente rilevato dalla madre. Grazie alla sua nuova posizione immette sul mercato italiano alcuni importanti film prodotti all’estero come L’uomo del banco dei pegni di Sidney Lumet e Bella di giorno di Luis Bunuel, quest’ultimo poi premiato col Leone d’Oro a Venezia.
Il suo esordio come produttrice avviene nel 1969 con Metti, una sera a cena di Giuseppe Patroni. A questo seguono altri grandi successi come Medea di Pier Paolo Pasolini, C’era una volta il West di Sergio Leone, Uomini contro di Francesco Rosi, Mimì metallurgico ferito nell’onore di Lina Wertmüller, Fratello sole, sorella luna di Franco Zeffirelli e il sopracitato Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto che le vale un Premio Oscar.
Proprio quest’anno Marina Cicogna ha ricevuto il David di Donatello alla carriera nel corso delle 68esima edizione del premio, a coronamento di una carriera che l’ha vista affermarsi anche come icona di stile e indipendenza.
(articolo di Emil Cargalli)
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