Nei giorni scorsi si è spento, a 75 anni, Marco Duradoni, imprenditore e produttore cinematografico pratese, considerato uno dei pionieri dell’home video in Italia. Figura visionaria e anticonformista, ha segnato una stagione fondamentale per la diffusione del cinema, portando i film nelle case degli italiani attraverso videocassette e DVD.
Nato e cresciuto a Prato, Duradoni ha iniziato la sua carriera come bancario, ma nei primi anni Ottanta ha avuto un’intuizione destinata a cambiargli la vita: investire sulle videocassette quando i lettori VHS erano ancora un oggetto raro nel Paese. Grazie al sostegno di Arnolfo Biagioli e a un accordo con Mario Cecchi Gori, ha acquisito i diritti di numerosi film e ha avviato con la società GVR di Prato una delle prime imprese italiane nel settore. Ha cominciato distribuendo titoli anche per le comunità italiane all’estero, dove il mercato era già più maturo, e ha costruito progressivamente un vasto catalogo che comprendeva opere popolari e film d’autore, spesso frutto di trattative condotte con audacia e intuito.
Duradoni è stato tra i primi a intuire anche il potenziale dei DVD e ha saputo intercettare l’interesse dei giovani negli anni del cosiddetto “cinema stracult”, portando al successo titoli come Attila, flagello di Dio e Arrapaho. Parallelamente non ha trascurato il cinema d’autore e le produzioni locali, stringendo rapporti forti con il mondo artistico toscano: è stato amico e primo sostenitore di Roberto Benigni, oltre che produttore di spettacoli con Massimo Ceccherini, Alessandro Paci e Carlo Monni.
Nel gennaio 2013 aveva fondato con la socia Luciana Migliavacca, la casa editrice audiovisiva Mustang Entertainment con la quale aveva collaborato sia Mediaset/RTI sia con Medusa oltre che con altre case indipendenti come I Wonder, Altre Storie.
In suo ricordo, l’editore Vito Sinopoli di Duesse Media Communication, ha scritto su Linkedin: «Marco Duradoni fu sicuramente il primo a capire il potenziale delle videocassette nei primi anni ’80 con la GVR di Prato. In quel mercato fu molto attivo, costruì un’importante library acquistando numerosi diritti di film che inizialmente vendette direttamente e poi attraverso altre realtà distributive, forse la più eclatante fu con Edizioni San Paolo. Molto attento ai film di qualità, anche quelli provenienti dall’Est Europa. Negli anni ’90 legò il suo nome a quello di Cecchi Gori affiancandolo nelle avventure televisive di Telemontecarlo, nella nascita della Cecchi Gori Home Video e successivamente anche negli ultimi, prima della fine, all’interno della Cecchi Gori Cinema. Fu socio anche della Curia in Tv Prato. Un uomo intelligente che forse qualche volta si è perso nella voglia di voler essere sempre sull’onda».
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