È stato consegnato ieri a Venezia a Gianni Amelio il premio Bianchi del SNGCI, Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani. Gianni Amelio, regista e attuale direttore del Torino Film Festival (che ha polemizzato di recente sulle indiscrezioni di trattative, prima ancora della scadenza del suo mandato, degli enti locali con Gabriele Salvatores come suo successore) ha ricordato che proprio ieri, trent’anni prima, debuttava alla Mostra di Venezia il suo film ‘Colpire al cuore’, scelto come pellicola da mostrare al pubblico subito dopo la consegna del premio. Paolo Baratta, presidente della Biennale, ha ricordato che Amelio «è stato non solo l’ultimo italiano ad aver vinto a Venezia ma anche il mio primo Leone d’oro», riferendosi alla vittoria nel 1998 con ‘Così ridevano’, inizio del primo mandato del manager alla guida dell’ente. Il direttore della Mostra Alberto Barbera ha ricordato il lungo legame con il regista, soprattutto negli ultimi anni grazie a varie collaborazioni con il Museo del Cinema di Torino diretto da Barbera e al quadriennio al festival torinese di cui il Museo è ente responsabile: «Un festival che Amelio ha guidato con successo e grande aumento di pubblico, cosa di cui glie rendo pubblicamente merito». Il direttore del SNGCI Laura Delli Colli ha dichiarato: «Festeggiamo un protagonista del cinema, non solo italiano ma nel senso più ampio, pensando anche all’elemento festivaliero e alle sue recenti battaglie di politica culturale. Pochi conoscono e amano il cinema come lui». Ha concluso Amelio, introducendo la visione di ‘Colpire al cuore’: «Dobbiamo il film a Paolo Valmarana (storico dirigente Rai, ndr), il più grande produttore che ho mai conosciuto, senza il quale non si sarebbe realizzato. Mi ha accompagnato e sostenuto per tutta la lavorazione, e ha fatto in Rai per il cinema qualcosa che non si riesce più a fare».
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