Uscirà nella tarda primavera del 2013, distribuito da 01 Distribution ‘Il cecchino’, film poliziesco diretto da Michele Placido. Presentato oggi alla settima edizione del Festival di Roma, fuori concorso, il film è coprodotto dalla Francia con Babe Films, Filmarno, Climax Films, in associazione con Ran Entertainment, dall’Italia con Rai Cinema e dal Belgio con RTBF, e racconta la storia di un cecchino che partecipa alle rapine di un gruppo di malviventi coprendogli le spalle; quando una rapina finisce male, l’uomo diventa il ricercato numero uno. Interpretato da Mathieu Kassovitz, Daniel Auteuil, Luca Argentero e Violante Placido, il film, il cui budget è di circa 14 milioni di euro, è uscito in Francia a settembre è stato visto Oltralpe da 400mila spettatori. Quanto alla genesi della pellicola, venduta in 22 paesi, in conferenza stampa questa mattina a Roma il regista Michele Placido ha rivelato di essere stato chiamato da Fabio Conversi (Babe Films) cui era molto piaciuto ‘Romanzo criminale’ e che grazie a quel film è stato facile coinvolgere nel progetto anche Kassovitz e Auteuil. Placido, che ha raccontato di essere al lavoro su un nuovo film (un film italiano, anche se ambientato nuovamente in Francia, su una storia d’amore tratta da Pirandello), ha dichiarato di essere molto interessato a dirigere in futuro pellicole sulla storia del nostro paese, in particolar modo, sui fatti accaduti negli ultimi 10 anni, ma che purtroppo «a causa del poco coraggio dei produttori e del momento economico è una possibilità molto remota. Mi piacerebbe restare in Italia per lavorare a storie che mi interessano – ha continuato Placido – ma purtroppo la crisi e la scarsa intraprendenza dei produttori spesso mi ostacolano». Chiamati in causa come produttore Rai Cinema nella persona di Paolo Del Brocco, l’amministratore delegato della società, ha spiegato: «Il problema in Italia è che dovremmo rieducare il pubblico a un certo tipo di prodotto. Non produciamo film di genere perché non c’è mercato, non abbastanza attenzione riguardo a questo prodotto. Ma si deve lavorare affinché il cinema riesca a dare dignità a ogni tipo di storia. Inoltre la varietà di titoli ci impedirebbe di ghettizzarci nella commedia e aiuterebbe quindi la creatività e la produzione, però non può esserci solo Rai Cinema a fare da unico baluardo alla produzione italiana: se vogliamo invertire questa tendenza devono partecipare anche altre realtà. Ogni anno possiamo realizzare 40 film e non di più. ‘Il cecchino’ ci interessava perché è un interessante prodotto con un ottimo regista e un cast di attori di prim’ordine». D’accordo con Rai Cinema anche Conversi, produttore italiano da anni attivo Oltralpe che dice: «Del Brocco e Brancaleoni (responsabile Produzione Film di Esordio e Sperimentali della società) sono veri appassionati che scelgono i titoli sulla base delle sceneggiature ma non possono essere davvero l’unico sportello a cui rivolgersi per fare cinema in Italia. Fanno già un grande lavoro e di questi tempi mi chiedo come ci riescano».
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